Droni: l’Europa vuole regole comuni ma senza eccessiva regolamentazione

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Bruxelles punta su un quadro di regole comuni che offra opportunità di sviluppo all’industria dei velivoli senza pilota per uso civile, ma con precise salvaguardie su sicurezza, privacy e inquinamento acustico.

Il commissario Ue ai Trasporti, l’ingegnere sloveno Violeta Bulc (nella foto),  in vista della prima conferenza europea sui droni, in programma a Riga mercoledì e giovedì, organizza una sessione al campo di volo militare di Goetsenhoven per valutare in prima persona i vari modelli in commercio e parlare con i produttori, gli attori di una filiera che, nella sola industria manifatturiera, potrebbe portare all’Europa 150 mila posti di lavoro entro il 2050. “i droni non sono un pericolo, ma una nuova tecnologia che deve essere gestita in modo responsabile” ha detto il commissario e ha aggiunto che servono “regole comuni”.

Intanto il dibattito sull’uso dei velivoli privi di pilota avrà un suo snodo centrale questa settimana nella conferenza di Riga: una due giorni organizzata in vista della presentazione del pacchetto aviazione Ue, un quadro di norme che l’esecutivo Juncker ha annunciato entro fine 2015. E la direttiva sui droni ne rappresenta di certo uno dei capitoli più “caldi”.

“Crediamo che ci sia un enorme potenziale ma capiamo le preoccupazioni della gente” ha continuato il commissario. E di fronte a queste esigenze la Commissione europea è in cerca di un equilibrio. “E’ necessario dare una risposta al livello europeo: Ci sono già alcuni stati membri che stanno intraprendendo azioni, ma noi vogliamo mantenere un approccio singolo comune e che tutti siano con noi”. Non si tratta di tracciare delle “limitazioni, ma di disegnare un quadro per un uso responsabile”, stando bene attenti anche a non cadere nell’errore di un’eccessiva regolamentazione: “anche questo è importante e non lo vogliamo”conclude il commissario.

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