La Protezione civile della Città metropolitana di Torino mette le ali

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Oltre ai vigili del fuoco del Trentino, formati da Aeropubblicità a giugno, e alla protezione civile dell’Umbria, anche la Protezione civile della Città metropolitana di Torino ha puntato sui droni per meglio svolgere la propria attività di monitoraggio: merito del pilota Andrea Bernini, che ha ottenuto l’abilitazione Enac all’Alpha Lima Aviation.
Ma in quali missioni possono essere utilizzati i Sapr? E quali sono i piani dell’ente piemontese?
Lo abbiamo chiesto a Bernini, specialista di tecnologie del Csi-Piemonte.

Andrea BerniniLa prima domanda è: da dove nasce l’idea?
«L‘idea è stata mia. Credo in questi oggetti e sono sicuro che potranno essere utilizzati in moltissimi settori. Nel nostro caso, la scommessa è stata quella di trovare soluzioni tecniche adatte alla Protezione Civile».

Protezione civile che utilizzerà i droni in quali missioni?
«Quelle legate alla nostra funzione: monitoraggio di frane, alluvioni, smottamenti. Inoltre, abbiamo delle collaborazioni con Arpa e con Cnr-Irpi (Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica). Tuttavia l’ente sa che il nostro materiale è utile anche ad altri comparti: per esempio abbiamo collaborato con il settore ambiente della Città metropolitana di Torino e con il centro audiovisivi».

In cosa i droni vi possono aiutare?
«Vi cito un esempio: la frana di San Germano Chisone. Poche ore prima dello smottamento, dovevamo valutare se chiudere la strada: invece che salire a piedi, impiegandoci più tempo e mettendo a rischio la persona, abbiamo utilizzato un Sapr. Dalle immagini effettuate, abbiamo deciso di impedire la viabilità, giusto un’ora prima che il terreno franasse».

Intanto è solo lei il pilota?
«Per ora sì, ma l’intenzione è quella di creare un team».

Quale macchina utilizza?
«Utilizzo un Cortex Carbon Core, con doppia centralina, terminatore di volo e streaming video hd alla sala operativa».

Crede che anche altri enti o i singoli comuni debbano pensare ai droni come una soluzione?
«Utili sono utili. Attenzione però: non avrebbe senso che ogni comune si dotasse di un Sapr. Ci auguriamo che le amministrazioni più piccole si rivolgano a noi qualora avessero bisogno di un drone. Certo è utile che esistano sul territorio degli enti più strutturati che possano garantire questo servizio: questo scongiurerebbe il pericolo che le amministrazioni si rivolgano a piloti non certificati o non altamente specializzati».

In teoria non dovrebbe essere facile ottenere le autorizzazioni al volo in quelle situazioni…
«Se vogliamo questa è una garanzia, ma potete immaginare che nel nostro settore abbiamo bisogno di autorizzazioni veloci e rapide. Per questo ci sono dei tavoli di lavoro con molte regioni per creare una corsia privilegiata tra la protezione civile ed Enac».

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