A Cambridge i droni spiano gli abusi edilizi

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L’occhio volante non perdona neppure i grandi costruttori edili della Gran Bretagna. Usando un drone per monitorare i movimenti e le operazione degli addetti al cantiere di Grand Central, lussuoso quartiere di 143 unità abitative che sta realizzando a Cambridge, i residenti della zona hanno scoperto operazioni sospette, con la realizzazione di varianti non ancora approvate dal Cambridge City Council.
I residenti hanno denunciato anche orari di lavoro non tradizionali, fango sulla strada, mezzi parcheggiati in divieto di sosta.

Una denuncia che per il momento non ha portato a delle conseguenze: il Cambridge City Council ha comunicato che sta monitorando da giugno il cantiere, senza riscontrare violazioni. Ma l’ente ha anche concesso ai residenti di continuare a monitorare la situazione per denunciare eventuali infrazioni.

Quello inglese non è però una prima volta: anche in Italia i droni sono già stati impiegati per scovare infrazioni al piano regolatore.
Le guardie A.E.O.P. di Nardò, in provincia di Lecce, durante un servizio di monitoraggio a tutela dei Parchi Naturali, hanno individuato grazie all’aiuto di un drone una vecchia masseria in ristrutturazione, proprio alle porte della pineta del Parco Naturale Protetto Duca del Conte e Dune Costiere di Porto Cesareo.
Chiamati i Carabinieri per i controlli del caso, la zona è stata sequestrata perché i proprietari non avevano le necessarie autorizzazioni.

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