Il Covid-19 ha colpito duramente la filiera dei droni, e ha clpito anche noi: non abbiamo sofferto danni diretti dal lockdown, ma la nostra filiera di fornitori, di contatti, di relazioni si è sfaldata al punto che per la prima volta dal 2014 abbiamo dovuto saltare un numero della rivista, semplicemente perché non avevamo più le risorse umane per farlo nei tempi previsti. Ecco quindi che questo numero ha la doppia numerazione 41-42: estenderemo agli abbonati la possibilità di scaricare o ricevere un bimestre in più per recuperare quanto il virus ci ha tolto. Buona lettura!
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Ora che la fase acuta della pandemia è alle nostre spalle, bisognerà raccogliere i cocci e ripartire. Non manca l’ottimismo, come dimostra la ricerca di Roma Drone con cui apriamo questo numero di DronEzine, quasi il 90% di coloro che operano nel nostro modo è fiducioso del fatto che ripartiremo sicuramente, il problema è capire se sarà una ripresa veloce o lenta e sofferta. Nel frattempo, quel che è certo è che i droni hanno fatto la loro parte, e sono chiamati a farla ancora in futuro: presentiamo quindi le interessantissime esperienze di Scozia e Stati Uniti, ma anche a casa nostra i droni – dopo il battesimo del fuoco del virus – stanno diventando sempre più centrali nelle operazioni di sanificazione, non necessariamente legate alla pandemia, come dimostrano le applicazioni a Torino e a Treviso.
E finalmente torniamo a parlare di droni, con una sventagliata di novità molto, molto sfiziose: l’ultimo nato di casa DJI, ovviamente, il Mavic Air 2 che abbiamo intensamente provato in volo, l’ulimo nato in casa Parrot, l’ANAFI USA, e un primo contatto con l’affascinante e potentissimo Autel Evo 2 8k.
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