Il consulente risponde: Il terminatore di volo

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1383616_10202445466883799_1548071800_nIn collaborazione con Alpha Lima Aviation, OC riconosciuta ENAC,  DronEzine offre ai soci il servizio Il Consulente riconosciuto da ENAC risponde. Le risposte alle domande che riguardano i dubbi sull’applicazione del regolamento ENAC sono fornite da Paolo Omodei Zorini di AlphaLima, pilota di jet commerciali e istruttore di volo anche per SAPR.  Oggi la domanda riguarda i sistemi di doppia terminazione per le aree critiche

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Enac scrive che deve essere indipendente dal canale di controllo primario e costituito da logiche dissimilari e tecnologia non complessa.
La domanda è: cosa si intende per logiche dissimilari?
Il mio terminatore ha un tx/rx a 2,4 ghz bindato (+ shift continuo di canale nell’intero spettro 2400/2483 mhz) separato ed indipendente rispetto al comando principale anch’esso a 2,4 ghz (bindato).Anche se sulla stessa banda, i due non potranno mai interferire grazie alla modulazione di codice e ai continui salti di canale all’interno dello spettro. In questo caso sto violando la normativa ENAC?

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Iniziamo subito con l’affermare in completa serenità che non si sta violando alcuna normativa: l’importante è ciò che si è dichiarato all’ Autorità e questo deve assolutamente corrispondere al vero.

Per quanto riguarda la banda di frequenza del sistema di terminazione ritengo che, pur essendo preferibile quando possibile utilizzarne una diversa da quella su cui trasmette la stazione di controllo principale, se non vi sono  realmente possibilità di interferenza per via della modulazione codificata, come è stato riportato, non vi sono nemmeno condizioni che possano renderne vano l’utilizzo.
Di solito i sistemi ridondanti dovrebbero essere dissimilari per non essere soggetti a failures contemporanee dovute a condizioni di innesco tali da rendere inoperativi entrambi gli apparati coinvolti. In questo caso abbiamo una stazione di “command and control” (SPR) con una sua logica ed un’altra stazione di terminazione (FTS) con una logica immagino diversa dalla principale (non serve certo a pilotare l’APR), anche se operante sulla stessa banda di frequenza. Immagino inoltre che siano apparati di derivazione aeromodellistica che, pur non fornendo mai grandi dati all’utente finale sull’effettivo sistema di modulazione e sulle procedure di ricerca delle frequenze “libere”, hanno il pregio di effettuare l’accoppiamento attraverso codici digitali scambiati tra APR ed SPR e, in questo caso, anche tra APR e FTS, solo su un inforno di frequenza identificata automaticamente dal sistema come libera.
Un facile esempio: supponiamo di avere 10 intorni di frequenza (canali) sui 2,4 GHz che identificheremo con 0,1,2,3,…,9. Ammettiamo che sul canale 0 ci sia addirittura in volo un aeromodello ad una distanza tale da essere alla portata del trasmettitore del nostro APR e del nostro FTS. All’ accensione del SPR il canale 0 risulterà occupato e si disporrà sul canale 1. L’apr quindi si disporrà ugualmente, all’accensione, sul canale 1. Il FTS si disporrà su un canale ancora diverso, ad esempio il 2, essendo 0 e 1 occupati (si dovrebbero privilegiare canali “lontani” da quelli in uso ma questo è solo un esempio). Un’ interferenza dovuta magari a cause esterne sul canale 0 creerà problemi all’aeromodello. Sul canale 1 probabilmente provocherà una terminazione automatica del volo dell’ APR (failsafe – return to home) mentre sul canale 3 provocherà un indisponibilità al FTS. Il volo in questo caso potrebbe essere ancora terminato semplicemente spegnendo i motori del SAPR attraverso la SPR. Un minimo di dissimilarità c’è. Interferenze molto forti ma poco probabili su tutta la banda con i relativi “canali”  renderebbero inutili sia la SPR che il FTS: ecco perchè preferisco usare una banda diversa. Va detto però che in questo caso dovrebbe essere disponibile il “failsafe”. Sulla semplicità del sistema effettivamente qualche riserva ci potrebbe essere ma è anche vero che nell’ A.D. 2015 le onde radio non dovrebbero più essere considerate misteriose e complesse.
Un’ ultima considerazione: a molti non piace il cavo di ritenuta ma spesso è un semplice, dissimilare e  buon sistema per ridurre i buffer ed essere sicuri, specialmente in operazioni specializzate critiche, di non essere soggetti ai problemi di cui sopra. Se può essere utile al raggiungimento di uno scopo non vedo cosa ci sia di male nell’utilizzarlo.
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