Sony propone un drone convertiplano per la videosorveglianza

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Tecnologia video, sensoristica e rete derivata dai cellulari Sony Xperia, tecnologia aeronautica della startup giapponese ZMP specializzata in robotica. Dal matrimonio tra telefonini e robot nasce la joint venture Aerosense, e il prodotto più interessante è AS-DT01-E un drone per la videosorveglianza che decolla verticalmente grazie a due rotori coassiali baricentrici che ruotano di 90 gradi per trasformarsi in eliche, aiutate nel volo verticale da tre ventole elettriche fisse annegate nello spessore delle ali e nel muso: un complesso sistema di sostentamento che permettere al drone di decollare e stare fermo in aria come un multicottero e volare un aeroplano convenzionale. Dal video si vede che la transizione tra volato e hovering pare semplice, basta frenare con una decisa cabrata, ma bisognerebbe capire se il merito è del software di gestione o del “manico” del pilota.
“Measuring, surveying, observing, and inspecting” sono i profili di missione del nuovo drone, capace di volare più a lungo, più veloce e più distante di qualsiasi multicottero senza perdere la flessibilità dei multi rotori, e quindi i decolli e atterraggi verticali ma soprattutto la possibilità di stare fermo in hovering. Un drone che guarda ben oltre ai regolamenti, secondo le parole del CEO di Aerosense Hisashi Taniguchi, che lascia intendere che il volo del convertiplano giapponese sarà in gran parte autonomo: “I droni autonomi sono sensibilmente più sicuri di quelli pilotati, se pensiamo a quanti incidenti sono frutto di errori umani”. Con buona pace di FAA ed ENAC, che sia negli USA sia in Italia proibiscono il volo automatico.

Le prestazioni della macchina sono impressionanti: autonomia di due ore, velocità massima 170 km/h, peso massimo al decollo 10 kg, payload tre chili. Le dimensioni sono generose, 2,200 x 1,600 x 600 mm.

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