GoPro va a rotoli in borsa, il suo drone la risolleverà?

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Dalle stelle alle stalle. GoPro sta attraversando uno dei momenti più difficili della sua avventura. dal debutto in borsa nel giugno 2014 (con una quotazione inziale di 24$ ad azione) il titolo è schizzato fino ai 100 dollari, ma ultimamente sta precipitando toccando una poco rassicurante soglia di 31$ per azione in questa settimana. Un tracollo a cui certamente non ha giovato il fatto che la action cam americana è stata di fatto estromessa dal mercato dei droni: l droni prosumer dove ha senso mettere una camera costosa (Yuneec, DJI, Xiro, Parrot e tanti altri) hanno tutti deciso di puntare su camere proprietarie, e i droni di fascia economica vengono normalmente equipaggiati da camere altrettanto economiche, è difficile che uno metta una GoPro da 450 euro su un drone da duecento. Nel mercato delle action cam il mercato ristagna, non si vedono grosse novità, tanto che la mancanza di prodotti nuovi sta creando seri problemi a un fornitore chiave di questa industria, il produttore di chip Ambarella, che fornisce i sensori e la circuiteria a GoPro e a moltissime camere indossabili.
“Apple ha abituato male i consumatori, che si aspettano una novità all’anno” si lamenta Alex Gauna, analista di mercato specializzato proprio in GoPro. Ma novità in cantiere GoPro pare non averne, se non il suo lungamente annunciato (e mai realizzato) drone. E i droni rischiano di fare molto male a GoPro, specialmente per le funzioni di selfie automatico Follow Me, che stanno diventando sempre più popolari e in questo mercato GoPro è semplicemente tagliata fuori.

 

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