Caro Direttore,
vedo che ha deciso di riprendere su Dronezine il post Linkedin del dott. Castro nel quale ha valutato come “palesemente errati” i dati dell’Osservatorio Droni del Politecnico di Milano (di cui sono Responsabile Scientifico) relativi al settore professionale dei droni in Italia.
vedo che ha deciso di riprendere su Dronezine il post Linkedin del dott. Castro nel quale ha valutato come “palesemente errati” i dati dell’Osservatorio Droni del Politecnico di Milano (di cui sono Responsabile Scientifico) relativi al settore professionale dei droni in Italia.
La stima che abbiamo pubblicato ha richiesto da parte dell’Osservatorio alcuni mesi di lavoro, per censire le aziende attive nel settore professionale dei droni, quantificarne direttamente (nella maggior parte dei casi) o indirettamente il fatturato, e, considerando la sola quota derivante dal settore dei droni e la quota proveniente da B2b + B2g escludendo il B2c, arrivare al risultato che e’ stato pubblicato. Le attività sopra descritte sono state integrate con i risultati di un survey, al quale hanno risposto 93 aziende del settore.
Le metodologie impiegate sono consolidate e sono state messe a punto negli ultimi vent’anni dalla struttura degli Osservatori del Politecnico di Milano, studiando una quarantina di settori industriali diversi.
Come ho già spiegato al dott. Castro privatamente non ci sentiamo certamente portatori di una verità assoluta, un margine di errore va sempre e comunque messo in conto, ma anche facendo tutte le analisi di sensitività’ del caso non ci si discosta molto dal risultato pubblicato.
A valle del suo post su LInkedin, nei giorni scorsi ho scambiato numerose mail con il dott. Castro per capire cosa giustificasse il suo giudizio (“palesemente errati” e’ piuttosto severo, almeno secondo me) e cosa potesse costituire, secondo lui, una stima ragionevole del valore del settore in Italia.
Alla prima domanda non ho avuto una risposta convincente, in pratica siamo nel campo delle sensazioni e delle impressioni, che saranno pure condivise anche da altri esperti, non lo metto in dubbio, ma non hanno alcun fondamento quantitativo. Alla seconda domanda invece il dott. Castro mi ha fornito un’indicazione significativamente più bassa, la quale, dati alla mano, corrisponde pero’ a una frazione piccola delle imprese del settore. Al di la’ delle polemiche, il fatto che devo registrare e’ lo stupore di tanti addetti ai lavori davanti a questo dato. Ora, lo stupore lo posso capire, quello che invece mi lascia un po’ deluso e’ che la reazione sia dire che il dato e’ “palesemente errato”, senza neanche chiedersi se per caso ad essere errata non sia l’immagine che si ha dello stato attuale del settore.
Da ultimo un commento sul titolo: io Direttore non vedo rosa, anzi. L’amico Sergio Barlocchetti, al quale ha dato tanto fastidio il titolo del nostro convegno del febbraio scorso “Droni: pronti al decollo!” non ha forse letto l’abstract che lo accompagnava, che riporto qui: “Il settore dei droni per applicazioni civili sta entrando nelle fasi più calde della sua crescita: la tecnologia e la struttura industriale stanno evolvendo rapidamente, il numero di macchine prodotte e di applicazioni che queste macchine consentono sta registrando una crescita esponenziale, mentre la normativa sta maturando in tutti i Paesi europei. Ma il settore è davvero pronto al decollo? In un contesto in cui il mercato dell’hardware è dominato da produttori stranieri e il mercato delle applicazioni più tradizionali si sta avviando a saturazione, è più che mai importante investire in ricerca e sviluppo per non farsi trovare impreparati di fronte alle nuove sfide tecnologiche e applicative che aspettano il settore nei prossimi anni.” Vediamo rosa? Secondo me no… ma il discorso e’ lungo e mi fermo qui.
Marco Lovera



