FAA testa nuova tecnologia che rileva droni entro 5 miglia dagli aeroporti

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La Federal Aviation Administration (l’equivalente dell’ENAC negli Stati Uniti) ha annunciato di aver siglato un accordo con la CACI International, azienda americana che fornisce soluzioni e servizi a supporto della sicurezza nazionale, per iniziare a testare una tecnologia in grado di rilevare la presenza di droni in un raggio di 5 miglia. Usata negli aeroporti, sarà in grado di individuare droni non autorizzati e seguirne le tracce fino al ritorno dai rispettivi piloti. Secondo il comunicato che ha diffuso la notizia, “Il forte aumento delle segnalazioni di piccoli aeromodelli unmanned in prossimità delle piste sta presentando una nuova sfida per la FAA. È responsabilità dell’agenzia identificare possibili falle nella sicurezza e risolverle prima che si presenti un incidente”.

Tempi duri per gli anarchici dei droni

L’accordo, destinato a segnare un nuovo e determinante passo contro l’uso libero e spesso irresponsabile di droni da parte di numerosi appassionati, è parte dell’UAS Pathfinder Program, un programma federale progettato per facilitare la cooperazione tra governo e industria nello sviluppo della prossima ondata di regolamenti sui droni, e fa seguito alla recente proposta – da parte della FAA – di multare di quasi 2 milioni di dollari la compagnia di fotografia SkyPan International per aver volato senza autorizzazione in spazi aerei vietati. Non appena la nuova tecnologia radar sarà pronta, se nel frattempo i voli illegali non saranno diminuiti, probabilmente fioccheranno multe salate anche per gli operatori più piccoli.

Secondo il Vice Presidente della FAA Michael Whitaker le persone che operano con i droni non vanno considerate come gli appassionati dei tradizionali aeromodelli, che volano seguendo regole e spazi prestabiliti. “Questi nuovi appassionati sono spesso inconsapevoli di volare in uno spazio aereo condiviso”, ha detto. “La proliferazione di piccoli e relativamente poco costosi UAS presenta una sfida davvero difficile: per integrare con successo questi droni nel nostro spazio aereo, dobbiamo prima integrare i loro operatori nella nostra cultura della sicurezza aerea“, ha ribadito.

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