USA: DroneSeed riceve da FAA, l’ENAC americana, i permessi per volare oltre la linea visuale del pilota per le operazioni di riforestazione delle aree colpite da incendi boschivi, usando una squadriglia di 5 droni in volo automatico
Il concetto è semplice: intervenire dopo che il fuoco ha divorato il bosco per spargere semi con i droni. Un operazione che richiede droni grandi (per portare molti semi) e poter coprire vaste aree, cosa che non si può fare volando a vista. Per questo, la startup americana DroneSeed ha ottenuto il via libera ai voli in California, Colorado, Montana, Nevada, Arizona e New Mexico. Oltre ai semi, il capace serbatoio del drone fa piovere sull’area bruciata fertilizzanti, deterrenti naturali per evitare che gli animali mangino i semi stessi, e materiale fibroso per assorbire l’acqua e consentire loro di germogliare.
Le operazioni sembrano semplici ma sono in realtà complesse: per massimizzare le probabilità che i nuovi alberi possano crescere, viene identificata l’area esatta del lancio studiando il terreno con i dati dei lidar di bordo e delle camere multispettrali ad alta definizione, in modo da evitare rocce, terreno inadatto, costruzioni e studiando la vegetazione circostante per identificare le areee dove sono presenti erbacce invasive, e nel caso vengono irrorate di diserbante in modo chirurgico, solo dove serve davvero. Si ottiene così una precisa mappa dei punti di rilascio e di cosa deve essere esattamente rilasciato in ogni spot,che diventa la rotta automatica per una squadriglia (o meglio, uno sciame) di 5 droni.





