Gara tra droni agricoli: figura magra dei trattori volanti, su otto convincono solo in tre

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Alla prova dei fatti, i droni italiani in agricoltura deludono le aspettative. Dopo giorni di sfide in pianura e in collina, tra i campi di mais e tra i filari delle viti nel contest organizzato da Condifesa Treviso, ben otto aziende hanno dimostrato cosa sanno fare con i droni in agricoltura per valutare i danni alle colture, a causa del vento per il mais, a causa di un parassita per i grappoli d’uva. Ma degli otto concorrenti, solo tre hanno convinto i giudici: Cardtech, FTO Remotefly e Willis Dronetechology. Solo loro sono riusciti a dare ali agricoltori risultati prossimi  quelli che si ottengono da sempre con i metodi tradizionali, dimostrando che in Italia si può fare buona agricoltura con i droni. Ma tre su otto è un risultato ben misero, segno che ancora c’è molto lavoro da fare per convincere il mondo agricolo della validità dei trattori con le ali.

Conegliano, 10 Dicembre 2015 – La comparsa sulla scena tecnologica dei droni è destinata a cambiare in maniera significativa le modalità operative e di approccio in agricoltura. Di questo è certo Condifesa Treviso, il consorzio per la difesa delle colture da calamità, che – forte del suo ruolo di informazione e sostegno all’innovazione a favore dei 4mila soci trevigiani – ha promosso il primo contest nazionale dedicato all’applicazione dei droni in agricoltura. Un lavoro iniziato a giugno 2015, proseguito nel corso dell’estate con le prove in campo e arrivato stasera, con la presentazione pubblica nell’aula Magna dell’Università di Agraria a Conegliano, in collaborazione con Fiere di Santa Lucia, a tirare le somme. Di fronte al diffondersi massivo dei droni, cui molte aziende agricole stanno guardando, il Consorzio ha scelto di lanciare la sfida al settore. E il risultato è stato, in parte, sorprendente.

“Il nostro obiettivo non era stilare una classifica ma verificare – spiega il direttore di Condifesa Treviso Filippo Codato – se ci sono sul mercato operatori in grado di dare risposte concrete e tecnicamente supportate alle aziende agricole anche grazie all’impiego dei droni. Otto le aziende che sono state invitate a partecipare e che si sono dimostrate interessate vantando capacità tecniche ed esperienza, ma solo 3 sono arrivate a fornire risposte ai quesiti posti. Un risultato che la dice lunga sul fatto che il settore, seppur promettente, deve ancora ottimizzare tecnologie e metodiche di analisi. C’è ancora molto da fare, anzitutto rafforzare la sinergia tra piloti di droni, esperti informatici ed agronomi”. I quesiti erano chiari: stimare il danno causato dall’allettamento dovuto al vento in un campo di mais e valutare il danno causato dal “mal dell’esca” in un vigneto in collina. Stime che normalmente i tecnici periti agronomi si trovano a svolgere con indagini da terra e che le moderne tecnologie potrebbero rendere più precise. “Una commissione tecnica composta da esperti dell’Università di Padova, agronomi e tecnici Avepa – aggiunge il direttore – ha valutato gli elaborati prodotti: tre operatori (CARDTECH SRL, FTO REMOTEFLY e WILLIS-DRONETECHNOLOGY GROUP) hanno vinto la sfida dimostrando che con l’impiego dei droni per la rilevazione di dati e immagini e una successiva elaborazione informatica e interpretativa possono rilevare e quantificare i danni da eventi atmosferici e malattie delle piante”. I tre operatori si sono differenziati per strumentazione impiegata e software ma hanno dovuto tutti affrontare difficoltà e criticità operative che hanno richiesto un approccio “pionieristico” e sperimentale.

Se, quindi, questa edizione del contest rappresenta l’anno 0, Condifesa è già pronto a rilanciare cercando nuove sinergie anche sul territorio (per esempio quello del Prosecco Superiore DOCG) per sviluppare metodiche specifiche per le colture del territorio: “Condifesa Treviso – conclude il presidente di Condifesa Treviso, Valerio Nadal – offre la competenza e l’esperienza dei suoi tecnici per continuare la sperimentazione in campo e auspica che anche altre istituzioni ed enti si uniscano in questa continua innovazione che potrà portare l’agricoltura ad essere sempre più di precisione, green e di qualità”. Condifesa è infatti da tempo impegnata a promuovere la Precision Farming, o Agricoltura di Precisione, intesa come applicazione di innovazioni e pratiche agronomiche in grado di ridurre gli interventi nelle colture sia meccanici che di trattamenti fitosanitari.

Alcune specifiche relative ai tre vincitori:

  • CARDTECH. Grande dispiego di uomini e mezzi, molta attenzione alla sicurezza. Sono stati gli unici ad utilizzare un monorotore (minielicottero) che è riuscito a volare con un vento proibitivo per i multi rotori. Hanno impiegato solo volo manuale. Sono riusciti in particolare sul mais a creare un modello 3D della coltura che ha consentito una quantificazione dell’allettamento in forma volumetrica impensabile con un rilevo a terra.
  • FTO REMOTEFLY. Ottima gestione della sicurezza hanno impiegato un quadrirotore con strumentazione molto avanzata e si sono distinti per l’analisi molto accurata sulla individuazione delle piante colpite da Mal dell’esca nel vigneto grazie ad immagini multispettrali e vicino infrarosso
  • WILLIS-DRONETECHNOLOGY GROUP. Hanno impiegato un esacottero auto costruito anch’esso attrezzato con fotocamera multispettrale. Si sono distinti per la presenza nel team di un tecnico agronomo esperto nella quantificazioni dei danni sui vegetali. La loro analisi dei dati ha dato risultati molto accurati e prossimi alle perizie svolte con metodo tradizionale.
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