Dall’Università del Michigan il robotic falcon, l’acchiappa-drone

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Prima le Olimpiadi di Londra, poi l’Expo, infine il Giubileo di Roma. Non serve sforzarsi per ricordare quanto i droni abbiano tenuto in allarme gli organizzatori degli eventi e, più in generale, i corpi di sicurezza.

Tra chi ha perso il sonno durante gli ultimi mondiali di calcio brasiliani pensando ai rischi di un drone ‘canaglia’ sfuggito ai controlli c’è Mo Rastgaar, professore associato al Michigan Technological University.

«Si possono controllare gli spettatori, ma intercettare i droni non è una cosa facile», ha spiegato Rastgaar al Washington Post, sottolineando come l’abbattimento o l’atterraggio forzato di un velivolo che potrebbe trasportare esplosivi non sono soluzioni percorribili.

Ed è da queste considerazioni che l’università del Michigan ha lanciato l’idea di un acchiappa-drone o, per chiamarlo con il proprio nome, di un robotic falcon.

Il falcon, però, non utilizza gli artigli per acchiappare la minaccia, ma una rete può essere gettata anche a una distanza di 13 metri e che impedisce al velivolo sospetto di muoversi e di poterlo così trasportare in aree sicure.

«La nostra idea è quella di mettere a disposizione questa tecnologia alle forze di sicurezza, in modo che possano intervenire qualora un velivolo sfuggisse ai controlli», ha proseguito Rastgaar, anche se per l’autonomia dei droni è impossibile pensare a un servizio 24 su 24.

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