Studio rivela: le pecore “preferiscono” i droni-pastori!

Pensare che una tecnologia ultra moderna come quella dei droni possa essere applicata al pascolo delle greggi di pecore causando agli ovini meno stress rispetto ai sistemi più tradizionali sembrerebbe un azzardo, e invece è proprio così.

Lo rivela uno studio australiano che, servendosi di sensori per misurare il battito cardiaco delle pecore, ha evidenziato che la loro frequenza subisce un aumento inferiore se questi animali sono guidati dai droni attraverso dei segnali acustici, piuttosto che utilizzando altri sistemi.

Kate Yaxley, ricercatrice presso l’Università del New South Wales a Canberra, parte dal presupposto che anche la semplice azione di spingere il gregge a spostarsi fuori e dentro al recinto comporta un minimo di stress nei confronti degli ovini, e che “Se producessimo dei suoni che permettessero alle pecore di usare i loro sensori, la loro vista e il loro udito, si muoverebbero molto più facilmente”.

In questo modo, quindi, non solo le operazioni connesse al pascolo potrebbero essere più facili e magari veloci, offrendo un risparmio di costi per via della gestione più efficiente del gregge, ma le pecore stesse sarebbero meno stressate e più in salute. Del resto, come sottolinea la Yaxley, “Dal momento che le pecore sono esseri viventi cognitivi, se abbiamo intenzione di interagire con loro è nostra responsabilità etica e sociale considerare il loro benessere. Si tratta di promuovere un rapporto positivo tra gli agricoltori, la tecnologia che è disponibile per loro e il benessere degli animali“.

E lo studio, uno dei pochi sugli effetti dei droni sugli animali, apre anche una nuova e interessante prospettiva di convivenza più compatibile tra loro e la tecnologia. Del resto in questo caso non si tratta di fauna selvatica, che idealmente in natura vive al riparo dagli stress collegati alla presenza dell’uomo (qui uno studio di anni fa che evidenziava come i droni creassero stress negli orsi bruni) ma di animali per l’allevamento che, a prescindere, sono condannati ad interagire con gli uomini e farsi carico delle inevitabili dosi di stress.

Chissà però che in futuro, anche grazie ai droni e a studi del genere, non potremmo riuscire a ridurle almeno di un poco.

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