Bristow Group mette 4 milioni nel serbatoio di Sky-Futures

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Sono passati poco più di 9 mesi da quando l’azienda inglese Sky-Futures ottenne dalla FAA l’ok per utilizzare i propri droni a scopi professionale, divenendo il 46° Apr a godere del via libera dell’ambita autorizzazione.
Da allora, la startup guidata dall’amministratore delegato James Harrison è diventata un colosso delle ispezioni delle piattaforme petrolifere off-shore: alle collaborazioni con BP, BG Group, Shell, Statoil e altre 32 compagnie petrolifere internazionali, Sky-Futures ha da poco perfezionato un accordo con Bristow Group, società con sede a Houston che ha staccato una cedola di 4,2 milioni di dollari per entrare nell’azionariato della startup.

Un investimento strategico per la società texana che, oltre a poter contare su questi velivoli nelle sue perforazioni nel Golfo del Messico, “in un momento in cui il prezzo del petrolio sta crollando punta sull’innovazione per abbattere i costi di gestione e manutenzione delle piattaforme off-shore”, ha detto il presidente e Ceo Jonathan Baliff.

L’utilizzo dei Sapr inglesi sulle piattaforme off-shore, infatti, ha già garantito importanti risparmi, sia economici che operativi: niente personale a penzoloni per settimane alla ricerca di eventuali perdite, meno rischi e staff che può concentrarsi su altre fasi dell’estrazione.
E con i soldi di Bristow Group, Sky-Futures promette di migliorare ulteriormente il suo prodotto: i circa 4 milioni di euro saranno investiti nello sviluppo del software che colleziona i dati raccolti dai sensori e, soprattutto, sarà chiamato ad analizzarli.
Al termine di questa nuova fase di ricerca e sviluppo, gli ingegneri inglesi contano di automatizzare l’intero processo di analisi, fornendo comunque dati affidabili come se fossero stati elaborati da un professionista.

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