Problemi alla piattaforma petrolifera? Ci pensa il drone

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Dopo il drone minatore, un altro Apr ha trovato lavoro nel settore energetico. Stiamo parlando dei velivoli della startup inglese Sky-Futures, che saranno impiegati negli impianti americani di estrazione di petrolio e di gas.
La società, fondata cinque anni fa da due veterani dell’esercito e un pilota British Airways, collabora già con BP, BG Group, Shell e Statoil, ma solo in questi giorni ha ottenuto dalle autorità statunitensi il semaforo verde per essere utilizzato a scopi professionali, diventand il 46° Apr a godere del via libera.

Oltre all’ok della FAA, un’altra spinta alla diffusione dei droni della Sky-Futures arriva dal mercato: il London venture capital fund MMC Ventures, infatti, ha investito 3,8 milioni dollari nel progetto.

“Nel settore petrolifero e del gas gli investimenti per l’innovazione si concentrano sull’attività estrattiva”, ha detto al Business Insider James Harrison, amministratore delegato della società. “Tuttavia la tecnologia è matura per migliorare tutti gli altri aspetti del lavoro, come quelli della sicurezza e della velocità. Per monitorare una piattaforma petrolifera, per esempio, non è meglio inviare un drone piuttosto che far penzolare una persona con una corda?”.

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