A caccia di microbi con il drone

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L’aerobiologo David Schmale dell’università del Texas caccia microbi con un piccolo elicottero-drone armato di scatole Petri, le vaschette di vetro che i biologi usano per far crescere le colture di cellule e batteri. I piccoli killer raccolti con l’elicotterino robot non uccidono gli esseri umani, ma devastano i campi di mais causando gravi danni e carestie.

I dati raccolti dalla squadra di Schmale sono utilissimi per ricostruire come il gioco di correnti in quota trasporta i patogeni aerobici, batteri e funghi microscopici,  e approfondiscono gli studi su quell’ecosistema in gran parte sconosciuto che sta sopra le nostre teste.

Il drone è stato sviluppato dalla Virginia Tech come alternativa low cost alle ricerche con elicotteri pilotati. Grazie al drone, gli scienziati hanno  creato un modello dinamico dell’atmosfera percorsa da onde simili a quelle degli oceani,che trasportano polvere e microbi da un continente all’altro. Schmale spera di affinare il modello al punto di riuscire a prevedere il movimento dei microbi che attaccano le coltivazioni in modo da avvisare i contadini della minaccia in arrivo perché possano usare i fitofarmaci solo quando servono e specifici per il tipo di microbo che sta arrivando. 

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