Francia: come saranno i droni per sorvegliare gli stadi di Euro 2016?

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I droni possono offrire un ottimo apporto in termini di sicurezza. Ad oggi sono già numerose le aziende private che in tutto il mondo hanno scelto di implementarli nelle attività di sorveglianza dei loro uffici e dei loro magazzini, ma la grande svolta attesa in questo settore è l’uso dei droni come strumento di supporto alle forze dell’ordine, che nell’immaginario di molti rappresenta un futuro davvero prossimo. Test del genere oggi sono già in corso, con droni che offrono supporto visivo e informativo alle autorità di sicurezza di piccoli centri all’avanguardia.

E un’ulteriore tappa di questo cammino saranno probabilmente i prossimi campionati europei di calcio che si disputeranno questa estate in Francia, nazione dove la già altissima allerta terrorismo causata dagli attentati dello scorso novembre raggiungerà il livello massimo per via della manifestazione sportiva, che richiamerà tantissimi tifosi da tutto il mondo.

Sembra infatti che il Ministero dell’Interno francese stia cercando droni da impiegare nella sorveglianza degli stadi delle 10 città che ospiteranno le partite, e cioè Saint-Denis, Marsiglia, Décines-Charpieu, Villeneuve-d’Ascq, Saint-Étienne, Lens, Nizza, Tolosa, Bordeaux e ovviamente la capitale Parigi.

I droni che sorveglieranno gli stadi di Euro 2016

euro-2016La richiesta, che include indicazioni molto precise, riguarda degli esacotteri, che devono essere leggeri (il peso deve essere inferiore ai 10 chilogrammi) agili e in grado di entrare in azione nel giro di 5 minuti. Ma non solo, perché le autorità francesi vogliono poter contare su dei droni che siano in grado di restare in volo per almeno 30 minuti, mantenendo una soglia di rumore estremamente bassa e difficile da rilevare da strumenti con sensori termici ed elettromagnetici durante operazioni a 100 metri di altezza.

I droni dovranno essere capaci di sollevare un payload fino a 3 chilogrammi, che deve includere una videocamera HD a ripresa diurna/notturna con risoluzione di almeno 720p e zoom 10x (in grado cioè di registrare in buona qualità lettere e numeri di targhe automobilistiche da una distanza di 50 metri e un’altezza di volo di 30). Infine, il minuzioso profilo dei droni richiesti è completato da caratteristiche come launch and return a una distanza di 500 metri in meno di 2 minuti, velocità di almeno 10 m/s in modalità manuale e 5 m/s in modalità automatica.

Le specifiche non riguardano solo i droni, ma coinvolgono anche la ground station, che deve includere software per la preparazione del volo, consentendo di creare ed eseguire in modalità automatica delle missioni con almeno 6 waypoint, anche in tempo reale.

Non c’è dubbio che si tratti di una “lista della spesa” in grado di mettere in difficoltà molte aziende produttrici di droni, ma queste richieste aiuteranno a fissare in alto i futuri standard qualitativi, dai quali i droni per la sicurezza anti terrorismo non possono ovviamente prescindere.

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