Il legale risponde: Posso fare riprese professionali all’interno della mia proprietà privata senza essere operatore di SAPR?

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L’avvocato Francesco Paolo Ballirano risponde ai dubbi dei lettori. Oggi facciamo chiarezza sulle operazioni specializzate che avvengono all’interno della propria proprietà privata.
Ricordiamo che solo gli associati possono porre le loro questioni al legale, e le domande di interesse generale verranno pubblicate.
Per accedere al servizio, e leggere le risposte alle domande selezionate, clic qui
Vorrei sapere se un operatore non riconosciuto o autorizzato dall’Enac può effettuare con drone riprese all’interno della sua proprietà commerciale (situata in zona di campagna in scenario non critico) in sicurezza senza la presenza di persone. Oppure essendo riprese suscettibili di valutazione economica occorre necessariamente rivolgersi a personale riconosciuto?

 

L’utilizzo del SAPR per operazioni specializzate, siano esse condotte in luoghi di proprietà dell’operatore o comunque con il consenso del proprietario della superficie, prevede sempre un procedimento di riconoscimento (tramite dichiarazione di rispondenza) o di autorizzazione.

Tale principio si applica peraltro anche ai SAPR aventi un peso massimo al decollo inferiore ai 2 kg dichiarati inoffensivo da ENAC e a quelli inferiori ai 0,3 kg, categorie oggetto di semplificazioni da parte del Regolamento ENAC. Anche in tali casi tuttavia è necessario presentare la dichiarazione di rispondenza ad ENAC, così come confermato dall’Art. 12 ultimo comma del Regolamento, ove viene stabilito che i SAPR che hanno “le caratteristiche di cui al presente articolo, l’operatore, o il pilota nei casi di cui ai precedenti commi 4 e 5 [SAPR dal peso massimo al decollo inferiore ai 2 kg inoffensivi e ai 0,3 kg], deve in ogni caso presentare all’ENAC la dichiarazione in accordo al comma 2 dell’art. 9 del presente Regolamento”.

Il Regolamento infatti non prende in considerazione la proprietà del luogo ove viene effettuato il sorvolo ma piuttosto altri fattori (peso massimo al decollo, presenza di infrastrutture sensibili, aree congestionate, modalità di conduzione delle operazioni) per determinare la potenziale rischiosità/criticità delle operazioni. In buona sostanza, le regole di utilizzo e di sorvolo dei SAPR sono comuni a tutti gli operatori a prescindere dall’essere proprietario o meno del suolo, il quale, semmai, rileva ai fini della responsabilità civile per danni a terzi e cose sulla superficie, nel senso che un’eventuale caduta del drone potrebbe determinare conseguenze risarcitorie di diversa portata.

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