Gli USA non vendono missili per i droni militari? Ci pensa la Cina

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Oltre agli Stati Unii, solo tre paesi al mondo, tra cui il nostro, possono acquistare missili per i loro droni militari made in USA (gli altri due sono Inghilterra e Turchia). Ma se – giustamente – Obama ci va con i piedi di piombo nel concedere armi letali per gli aerei senza pilota, anche se gestiti dagli alleati della NATO, la Cina si fa meno scrupoli e ha annunciato di aver venduto missili a guida laser e altre armi micidiali a 10 nazioni per equipaggiare il suo drone Cai Hong CH3, un vero bestseller nel settore, caratterizzato dalla curiosa architettura canard (cioè con i piani di quota rivolti in avanti). I cinesi si vantano che “i nostri droni portano più armi dei competitor, avendo un maggior payload”, che per il CH3 si aggira intorno al quintale.

tpbje20141114209Non è stata svelata la lista dei Paesi che hanno comperato i droni armati cinesi, anche se è noto che tra loro ci sono diverse nazioni africane. Nemmeno chiaro è il giro d’affari, le fonti di Pechino dichiarano semplicemente “diverse centinaia di milioni di dollari”. Il Cai Hong CH3 (Codice NATO “Rainbow”) può lanciare missili in grado di centrare l’obiettivo da 10 km di distanza e ha un’autonomia di volo di dieci ore. Ma la Cina sta accarezzando l’idea di vendere all’estero anche il fratello maggiore CH-5 (nella foto), una macchina da tre tonnellate compresi 900 chili di payload, in grado di volare per 30 ore consecutive. Una copia abbastanza spudorata del celeberrimo Predator americano.

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