Droni e divieto di sorvolo dei parchi: molti cartelli irregolari, ma ENAC chiarisce

Volare con i droni sopra ai Parchi: si tratta di un argomento caldo in tutti i periodi dell’anno.
Al contrario del ex divieto di sorvolo delle spiagge nel periodo estivo che è andato in abrogazione, l’interdizione di sorvolo dei parchi nazionali o riserve naturali, è ben presente e sempre attivo, ma a certe condizioni.

Il Bel Paese per fortuna dispone di ampie zone naturali che con il passare degli anni sono state tutelate da apposite leggi che ne regolamentano gli accessi umani anche per via aerea.
Tra le tante spicca la legge quadro 394 che per l’appunto protegge non solo i Parchi Nazionali ma anche tante altre Riserve Naturali dalle attività antropiche a protezione di flora e fauna.

La legge 6 dicembre 1991, n. 394 “Legge quadro sulle aree protette” all’art. 11 h)stabilisce che “è vietato il sorvolo di velivoli non autorizzati, salvo quanto definito dalle leggi sulla disciplina del volo”.

Dal punto di vista prettamente aeronautico e che quindi riguarda persino il mondo dei droni usati a scopo ludico o professionale, l’ENAC ha recentemente esplicitato in maniera chiara quali siano i doveri, ma anche i diritti degli utilizzatori di droni o UAS – per usare il termine corretto.

Divieto di sorvolo dei Parchi con i droni, il parere dell’Ente Nazionale Aviazione Civile

Il 5 luglio 2021 l’Ente Nazionale Aviazione Civile sul proprio sito all’indirizzo:
https://www.enac.gov.it/spazio-aereo/gestione-dello-spazio-aereo/divieto-di-sorvolo
Spiega con molto dettaglio che al netto del Codice della Navigazione e delle varie leggi a protezione di flora e fauna, il divieto di sorvolo di tali zone sia effettivamente valido solo qualora l’Ente gestore del Parco o della Riserva Naturale abbia fatto esplicita richiesta a ENAC tramite la compilazione di un apposito modulo i cui requisiti sono elencati nella circolare ATM-03C.

Dopo una valutazione da parte dell’Ente Nazionale Aviazione Civile e solo in quel caso, tali zone saranno inserite nella cartografia AIP  che contiene le informazioni durevoli inerenti la navigazione aerea e replicate sul portale D-flight.
Tale elenco è consultabile gratuitamente previa Registrazione sul sito di ENAV nella sezione AIP ENR 5.6.1.1
[Leggi anche come leggere la cartografia aeronautica per i droni]

In chiusura della nota pubblicata sul sito della Autorithy Nazionale che regolamenta il volo aereo si legge pertanto.

Premesso quanto sopra, Enac provvede a far pubblicare eventuali restrizioni di spazio aereo sulla base anche di valutazioni tecniche attinenti alle verifiche di eventuali interferenze, espresse da parte dei service provider nazionali, sia in AIP Italia che sulla piattaforma D-Flight.

Alla luce di quanto rappresentato, sono proibite al sorvolo quelle aree in corrispondenza dei Parchi il cui divieto è stato approvato dall’ENAC ed è quindi stato pubblicato sull’AIP Italia ENR 5.6.1-1 “Parchi naturali e zone soggette a protezione faunistica”.

Si evidenzia che la violazione del generico divieto previsto dalla norma non è sanzionabile in assenza della sopra precisata pubblicazione sull’AIP Italia.”

 

 

Quanto sono legali e opportuni i cartelli di divieto di sorvolo indirizzati ai droni?

immagine di cartello no drone abusivo

Sappiamo che la legge non ammette ignoranza e tante volte su queste pagine negli anni passati, chiedevamo che fossero apposti alcuni cartelli nei pressi delle grandi città italiane, dove per motivi di pubblica sicurezza il volo con i droni è soggetto a preventive autorizzazioni.
Tutto questo per tutelare eventuali turisti stranieri ed evitare loro sostanziose sanzioni.
[Leggi anche Milano ancora un drone sequestrato in Piazza Duomo, 33 mila euro di multa]

Ebbene ad oggi si nota un proliferare selvaggio di cartelli con divieto di sorvolo del drone appesi un po’ a casaccio e senza motivo.
Segnaliamo a titolo di esempio un “simpatico” cartello situato in una zona dolomitica nei pressi di un rifugio, dove tra l’altro non si capisce bene se ci sia una officina per i droni incidentati o se invece le icone disegnate stiano a rafforzare il concetto di divieto con conseguenti martellate ai droni dei trasgressori.
Per inciso non avevamo alcuna intenzione di volare dato che sul posto erano presenti troppi escursionisti, ma a seguito di un controllo approfondito, tale zona non è  (ancora) inserita nel database della cartografia AIP. Il che fa presupporre che sia un cartello arbitrariamente affisso e senza alcun diritto.
E lo dimostra il fatto che non si trovi alcuna indicazione di chi lo abbia installato e a quale riferimento di legge si riferisca.

immagine di tre cime di lavaredo
Nella foto uno scorcio del Parco Naturale delle Tre cime di Lavaredo.