Perché sono ottimista sul business dei droni – Lettera aperta di Carlo Facchetti

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Gentile Direttore,

Facchetti-350x298mi sento di scrivere questa lettera e le sarei grato se la volesse pubblicare, in quanto nelle ultime settimane leggo molte informazioni cariche di pessimismo che ovviamente non gettano una buona luce sul nostro settore e non forniscono i giusti elementi per un’analisi oggettiva relativa alla situazione dei droni professionali in Italia.

L’attività di GeoSkyLab mi offre la possibilità di osservare e monitorare la nascita e lo sviluppo di molti operatori che lavorano sul territorio nazionale, posso garantire che ci sono molte aziende in crescita, che investono e creano occupazione. Parallelamente vedo molte altre realtà, attratte dal settore droni che investono con troppa superficialità, senza le dovute competenze e mancando gli obbiettivi sperati.

Voglio portare ad esempio la storia della mia azienda come testimonianza di una realtà positiva, tenendo sempre presente che il momento storico in cui stiamo vivendo, purtroppo, obbliga l’imprenditore a fissare gli obiettivi solo nel breve periodo.

IMG_4991Ho lavorato due anni full-time in un progetto dove pochi avrebbero scommesso, lasciando il mio precedente lavoro e facendo investimenti finanziari finalizzati quasi esclusivamente allo studio e alla ricerca. Questo mi ha permesso di essere nel 2013 uno dei pochi professionisti e di fondare un’azienda che è stata la prima in Italia ad ottenere da ENAC una prestigiosa autorizzazione ovvero quella di Organizzazione di Consulenza, che si aggiunge alle autorizzazioni di: Organizzazione d’Addestramento, Operatore per operazioni non critiche ed Operatore per operazioni Critiche. Nel 2015 GeoSkyLab è stata anche premiata come miglior Start-Up in Italia.

Un mercato di nicchia
L’anno scorso la mia azienda ha realizzato un fatturato ben superiore alle previsioni, sono state assunte tre persone portando l’organico a 4 addetti più due collaboratori esterni, è stata incrementata la superficie della nostra sede e negli ultimi dodici mesi abbiamo investito circa 50.000 euro in nuove attrezzature. Non sono certo numeri da capogiro ma sono risultati entusiasmanti per chi come me è partito da zero, in un settore che qualche anno fa nemmeno esisteva. Dobbiamo essere consapevoli che stiamo parlando di un mercato di nicchia, molto interessante ma ancora ben lontano dall’attrarre grandi investitori.

Nel corso delle mie consulenze spesso mi viene chiesto se il mondo dei droni offre delle concrete ed interessanti possibilità di lavoro e guadagno, la mia risposta è sempre affermativa, subito dopo sento di dover aggiungere che per poterle cogliere serve una formazione adeguata, un periodo di apprendistato ed investimenti adeguati.

Investimenti inadeguati non portano a nulla
Per quanto riguarda gli investimenti spesso incontro persone che credono sia sufficiente investire un migliaio di euro, necessari per acquistare un mezzo tipo Phantom ed essere pronti per proporsi sul mercato. Un approccio professionale di questo tipo non può che essere fallimentare, in ogni caso a queste persone rispondo che l’investimento in questo settore può anche essere molto contenuto, decisamente inferiore rispetto ad altre categorie. Ad oggi il costo del singolo drone, per un operatore “Entry Level”, rappresenta il 30% dell’investimento, il resto è rappresentato da: batterie aggiuntive, ricambi, drone “muletto”, computer adeguati per il post processing, corsi di formazione, assicurazioni, sito internet, etc.

Voglio essere ottimista ed invito a credere nelle potenzialità del settore ma non deve essere affrontato con faciloneria, questo significa che ognuno deve individuare i propri limiti professionali ovvero il fotografo non può fare il topografo se non ha affrontato la dovuta preparazione professionale, il venditore non può fare il formatore se non ha l’adeguata esperienza e le infrastrutture adeguate, l’aeromodellista non può volare un APR professionale come un giocattolo e tutti i professionisti devono continuamente aggiornarsi.

L’analisi degli errori altrui è importante per capire quali sono le cose da non fare, i fallimenti ed i flop, se analizzati nel dettaglio, non sono frutto né di problematiche burocratiche né di crisi del settore ma rappresentano l’esempio di scelte non adeguate alle richieste del settore, di improvvisazione quindi di mancanza di professionalità e di pura speculazione.

Sopravvivere a ENAC
Parlando di ENAC, sappiamo tutti che ci procura diversi problemi, ad esempio la mia azienda è stata fortemente colpita dall’incertezza normativa riguardo i Centri d’Addestramento facendoci perdere opportunità di lavoro, non permettendoci una programmazione aziendale e facendoci perdere soldi per investimenti che al momento risultano ancora non produttivi. ENAC dovrebbe comprendere l’importanza di una reale comunicazione con gli operatori del settore

Nonostante quanto sopra, sono convinto che non è ad ENAC che si possono imputare tutte le colpe, posso garantire che le persone che attualmente stanno lavorando all’interno di ENAC lo stanno facendo per creare un quadro normativo stabile e procedure operative veloci ed efficaci. Non credo che a questi risultati si arriverà in pochi giorni ma voglio credere che per la fine di quest’anno le cose miglioreranno.

Spero di essere riuscito a trasmettere lo spirito che mi ha portato a scrivere questa lettera che è lo stesso che mi guida quando da istruttore cerco di trasmettere ai miei allievi le mie conoscenze professionali.

Grazie e buon lavoro a tutti.

Facchetti Carlo

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