Droni: Cina, Giappone e Corea del Sud si uniscono per conquistare il mondo

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Le tigri asiatiche fanno sul serio: già hanno in mano il grosso del mercato mondiale dei piccoli droni, ma non gli basta; vogliono tutta la torta lasciando solo le briciole agli altri (gli unici che possono inserirsi nel monopolio asiatico sono l’americana 3DR e la francese Parrot).

In vista della fiera di settore più importante del pianeta, l’International UAV Expo di Shenzen (Cina), le industrie coreane, cinesi e giapponesi hanno siglato un accordo per standardizzare sia i droni sia le loro componenti, in modo da dettar legge ancor più di quanto fanno oggi e costringere i pochi competitor che restano a ballare alla loro musica. A sorpresa, la firma è avvenuta domenica 19 giugno, a mercati chiusi e in modo da spiazzare la (poca) concorrenza internazionale tagliata fuori dall’accordo. Lo rende noto la Korea Drone Industry Promotion Association (KDIPA) che ha fortemente voluto l’accordo.



I rappresentanti delle industrie dei tre paesi asiatici si troveranno in settembre a Seul (Corea) per definire gli ultimi dettagli della strategia e dare definitivamente scacco matto a chi cercherà di resistere. “L’accordo permetterà ai tre Paesi di aiutarsi l’un l’altro nello sviluppo delle loro filiere industriali nel settore dei droni” dice un portavoce del KDIPA commentando l’accordo “E segna il calcio d’inizio per i tre Paesi nel diventare leader mondiali di questa industria in rapida crescita”. Ora vedremo se il resto del mondo riuscirà a pensare a una contromossa, prima di finire sotto lo schiacciasassi orientale.

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