Addio a Bud Spencer, il gigante buono che amava aerei e droni

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Riproponiamo l’ultima intervista che l’attore napoletano ha concesso a DronEzine Magazine esattamente un anno fa, dove parlava del suo amore per gli aeroplani e per i droni. Una passione che l’ha portato a fondare una compagnia aerea, oggi di proprietà delle Poste Italiane, che fa anche corsi per piloti di SAPR attraverso una scuola convenzionata con Dronezine. L’intervista è disponibile gratuitamente anche sul numero 11 di Dronezine Magazine.

È cominciato tutto nel 1981. Anzi, nel 1974. Dopo aver girato Più forte ragazzi, in cui impersona, assieme a Terence Hill, un pilota avventuriero costretto a effettuare un atterraggio di emergenza nella jungla brasiliana. Qui nacque l’amore di Carlo Pedersoli, alias Bud Spencer, per gli aerei. Una passione che spinse l’attore a conseguire il brevetto di Pilota Privato alla fine degli anni 70, per poi iniziare la sua lunga storia nel mondo dell’aviazione, portata avanti di pari passo con la sua carriera di attore.

Schermata 2016-06-28 alle 00.09.01Nel 1981 fonda la Mistral Air, forse il suo più grande successo in campo aeronautico: partita con un G159 turboelica da 12 posti, che effettuava collegamenti con Lampedusa e Pantelleria, la compagnia si è poi dotata di un piccolo Jet executive Cessna Citation II e infine di un British Aerospace 146 (il famoso “Jumbolino”), un quadrireattore con il quale la Mistral dal 1989 ha operato voli cargo per conto del corriere espresso Tnt-Traco. All’inizio degli anni 90, con l’entrata in flotta di due ulteriori Ba146 passeggeri e di un altro cargo, l’impegno aziendale diventa eccessivo per Bud, che decide di cedere la Mistral alla Tnt. E lo fa a titolo gratuito, tanto era l’amore per la sua creatura, cresciuta tanto da non poter più essere seguita in prima persona.

Nel 2002/2004, la società viene rilevata da Poste Italiane, assumendo quello che è il suo attuale assetto: una delle principali compagnie aeree italiane nel charter con cinque Boeing 737 e una presenza nelle linee regionali con cinque ATR 72 operati per conto di Alitalia.

Mistral_Air_Boeing_737-300_BerniCarlo, avresti mai immaginato che l’avventura iniziata 34 anni fa all’aeroporto dell’Urbe a Roma potesse diventare una realtà così importante?
«Devo gran parte della mia fortuna al cinema, ma non ho mai nascosto l’invidia per chi pilotava gli aerei per lavoro. Con il brevetto di Pilota Privato ho collezionato oltre 3000 ore di volo, che è sicuramente un bel risultato per un dilettante del volo come me. Però pilotare un grande jet con centinaia di passeggeri è rimasto un sogno.»

Per questo hai fondato compagnie aeree e ti sei circondato di bravi comandanti?
«Sì, amo la professionalità dei piloti e non mi sono mai fatto mancare quanto di meglio era disponibile sul mercato. La Mistral Air è stata fin dall’inizio gestita da un gruppo di grandi comandanti provenienti dall’Alitalia e che avevano volato su Jumbo, MD 11, DC 8, Caravelle. La loro capacità è stata la base su cui sono stati inseriti i piloti e comandanti dell’attuale gestione. Comunque anche Io, nel mio piccolo, ho girato in lungo e in largo con i miei giocattoli: King Air Beechcraft, Cessna Citation jet. Ho volato nei cieli di tutta l’Europa, facendo anche qualche trasvolata verso States.»

Il lavoro di pilota si avvia verso una rivoluzione provocata dai Sapr: cosa ne pensi?
«Sto seguendo con curiosità il fenomeno che, confesso, fino a poco tempo fa credevo limitato alle applicazioni militari o ai giocattoli. Invece alcune grandi aziende  mondiali stanno effettuando studi e sperimentazioni per l’utilizzo di questi mezzi volanti. E ora si capisce il perché: applicazioni infinite e tecnologie mature rendono i Sapr adatti a molte missioni.»

Ci vorrà tempo per inserire i voli dei mezzi a pilotaggio remoto nello spazio aereo degli aeromobili…
«Se non sbaglio si parla dei primi voli in spazi aerei non “segregati” a partire dal 2018: non è poi così lontano. Quello che conta è non farsi trovare impreparati per quello che inevitabilmente sarà il futuro. Ormai mi sembra scontato che, prima o poi, anche in campo civile ci saranno dei mezzi pilotati da centinaia, forse migliaia, di chilometri di distanza. Per farlo nella maniera giusta occorre una nuova generazione di piloti.»

Che devono essere formati da più scuole di volo.
«Appunto. Non è un caso che anche la “mia” Mistral Air, una grande compagnia aerea italiana, abbia lanciato questo tipo di corsi, accanto a quelli professionali di abilitazione al pilotaggio di Boeing 737 e ATR.»

Ultima domanda: se oggi fosse girato Più forte ragazzi con i droni, come te lo immagineresti?
«Sinceramente non riesco a immaginarlo. Appartengo a una generazione per la quale sembrava già meraviglioso pilotare un mezzo volante, figuriamoci pilotarlo da distanze enormi. Lasciamolo immaginare a qualche giovane e futuro sceneggiatore».

bs

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