F-SAM, il drone monorotore che volteggia come un seme di acero in balia del vento

Degli originali progetti in corso alla Università di Tecnologia e Design di Singapore vi parlammo tempo fa, in questo articolo incentrato su un drone composto da una sola elica le sui cinque pale potevano separarsi creando altrettanti droni autonomi che, come semi di acero in balia del vento, finivano per orientare la loro caduta fino a raggiungere i punti necessari per raccogliere i dati cercati. Adesso, passati oltre due anni, quell’idea di partenza è stata sviluppata fino a creare un nuovo drone ispirato, per forma e funzionamento, ai singoli “petali” dell’allora corpo centrale. Ma con maggiore autonomia.

Il suo nome è F-SAM, che sta per Foldable Single Actuator Monocopter, e si tratta di un monocottero (quindi un solo rotore) e mono ala pieghevole, che dispiegato e poggiato su un tavolo sembra quasi una versione ingrandita di una metà del cinturino metallico di un orologio. Proprio la struttura, con il motore montato a un’estremità dell’ala semi rigida realizzata in legno laminato con plastica, consente a F-SAM di essere ripiegato o meglio “arrotolato” su se stesso fino a ridurre la sua superficie di ingombro del 69%, aggiungendo così l’ultra portabilità (si stringe in una mano) al suo già incredibile peso di appena 69 grammi.

Altre caratteristiche sono la velocità laterale massima di 2,37 m/s, l’autonomia di volo di circa 16 minuti e ovviamente la naturale predisposizione a planare sul terreno rotando dolcemente, una sorta di talento innato per il fail-safe.

Le componenti sono posizionati in modo tale che il baricentro si trovi vicino al corpo nello stato dispiegato, permettendo alla maggior parte possibile di superficie alare di ricevere il flusso d’aria per generare forze aerodinamiche utili al movimento rotatorio in senso anti orario (visto dall’alto) che gli permette di volare.

Come avevano immaginato, i ricercatori hanno verificato che associare una telecamera standard a F-SAM non ha portato risultati interessanti, perché le immagini erano tutto sfocate. Sono allora passati ai test, ancora in corso, con una camera a 360 gradi, sebbene la loro opinione è che i candidati migliori per un monocottero siano sensori LiDAR o ToF.

Inoltre, vista la sua silenziosità in aria e le sue capacità di mimetizzazione a terra, questo drone risulterebbe efficace per missioni di ricognizione “a perdere” guidate dal gps, perché – usando un solo attuatore – il velivolo non è costoso da costruire. Secondo i ricercatori, infine, F-SAm potrebbe essere equipaggiato con altri tipi di sensori ultra leggeri ed essere impiegato per tipi di missione differenti, come ad esempio il monitoraggio climatico, persino a livello aereo ossia fatti cadere in quota per raccogliere dati dell’aria nel corso della discesa rotante fino al suolo.

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