Come nascono i droni? In una incubatrice chimica

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BAE, una importante azienda aerospaziale inglese, sta sviluppando un metodo totalmente nuovo per costruire in fretta tantissimi droni militari. Che cresceranno in una incubatrice di vetro e acciaio chiamata Chemputer, una vasca piena di sostanze chimiche dove i droni (ma anche parto di aerei convenzionali con equipaggio) vengono fatti crescere a livello molecolare. In questo modo, spiegano in BAE, droni militari di grandi dimensioni possono essere assemblati in poche settimane invece che mesi. L’idea è di creare in fretta e con poca spesa sciami di droni che possono essere dispiegati rapidamente dove le esigenze operative impongono che siano schierati.

Per il momento si tratta solo di sperimentazione, e la strada per creare uteri meccanici per droni è ancora lunga, come spiega il capo degli scienziati impegnati ne progetto di BAE, il Professor Lee Cronin dell’Università di Glasgow: “Questo è un momento molto emozionante per lo sviluppo della chimica . Abbiamo creato una via per digitalizzare materiali sintetici e chimici, e la speranza è che nel futuro si possano assemblare oggetti complessi in una vasca in modo totalmente automatico , o con un minimo aiuto umano. La creazione di piccoli aerei è molto impegnativo, ma sono fiducioso che le tecnologie digitali pensiero creativo  alla fine porterà alla programmazione digitale di sistemi chimici e materiali complessi”.

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