Ci vediamo al vertiporto

Di Sergio Barlocchetti

Se quanto dichiarato recentemente da Enac a Romadrone, ovvero che in Italia ci sono quasi 60.000 operatori di droni, fosse vero non soltanto in senso amministrativo ma in modo quotidiano e concreto, cioé che ogni giorno nello Stivale si potessero alzare in volo almeno una volta tutti questi Uas, noi appassionati avremmo un potere eccezionale.

Saremmo un esercito di piloti quasi pari a quelli di volo ultraleggero a motore, volo libero, volo a vela e professionisti messi insieme. Vorrebbe dire che su 59 milioni di cittadini uno ogni 983 sarebbe un pilota di mezzo unmanned; la cultura del volo sarebbe diffusa e radicata quanto nel Regno Unito e Stati Uniti. Ed anche che avremmo la forza di cambiare certe regole perché guai a farci arrabbiare, pena stormi di droni a ronzare davanti alle finestre dei ministeri.

Così non è, siamo ancora alle sperimentazioni a tempo indeterminato delle quali congratularsi ai convegni e ai campi volo segregati, mentre sentiamo parlare sempre più insistentemente – ma sempre meno convintamente – di Advanced Air Mobility, una vera droga che alletta politica e industrie per la pioggia di euro che Horizon Europe e Pnrr hanno stanziato per queste attività.

Pensate che soltanto in Lombardia si vogliono realizzare prima delle Olimpiadi dieci vertiporti. Che cosa sia esattamente un vertiporto non lo sa ancora neppure ICAO, ed è impietoso dover far notare che in fatto di mobilità contemporanea, nella regione più ricca d’Italia non abbiamo ancora imparato a utilizzare gli eliporti che abbiamo, stiamo ancora attendendo il completamento della linea metropolitana Quattro di Milano e nulla più sappiamo della Sei, per non parlare della questione ormai centenaria (letteralmente) dell’estensione della metro Tre a Paullo (ai primi del ‘900 doveva essere una tramvia, poi una metro, poi più nulla).

immagine di volocopter

Vi chiederete che cosa c’entri tutto questo con i piloti che con i dronetti se la vorrebbero semplicemente spassare un po’. Ebbene: i famigerati vertiporti altro non sono che eliporti per gli eVtol, quei cosi con tante eliche che oggi compiono le prime prove di volo. E questi a loro volta altro non sono che grandi droni sui quali gli operatori (bontà loro), pensano di far salire in primis gli atleti olimpionici in gara a Milano-Cortina.

Vi dirò che personalmente non mi metterei a discutere con un discesista per convincerlo a salire, ma vedi mai che gli sponsor possano avere argomenti più convincenti. La buona notizia per noi è che l’attenzione di tutti, dalle aziende ai normatori, dai politici ai manager, è tanto rapita delle parole “vertiporto” e “sostenibilità” che costoro concentreranno le attenzioni sui nuovi progetti, e quando si accorgeranno che una cosa è far volare un prototipo in una giornata di sole e senza vento, ben altro è trasportare umani “non piloti” in mezzo ai grattacieli anche quando è buio, c’è nebbia o piove, finalmente capiranno quanto tempo, soldi, occasioni ed esperienze hanno fatto perdere a chi voleva soltanto poter lavorare con un piccolo drone, oppure divertirsi in mezzo a un prato.

Davanti a un oggetto che in volo automatico (non autonomo, siamo seri), entro cinque anni dovrebbe secondo loro portare passeggeri vip in giro per il cielo – ipotizzo uno alla volta, considerato il carico utile di quei mezzi – e che qualcuno dovrà autorizzare a volare anche in ambiente urbano, vien da chiedersi con quale coraggio potrebbero poi trascorrere mesi e mille richieste per autorizzare il trasporto di qualche etto di merce attraverso le campagne.

La verità, triste, è che una volta normato, poi ri-normato, quindi de-normato ed infine euro-normato, ma sempre spolpato, il settore dei piccoli droni, ora gli stessi attori vogliono di più e si stanno impegnando a fare il grande salto verso gli eVtol, forse lasciando finalmente più libero un segmento che non porta grandi capitali – perché sono finiti – ma, abbiamo visto, sa essere molto utile dall’agricoltura ai rilevamento, fino alle emergenze. Vi aspetto al vertiporto, il casco del monopattino andrà bene?