Droni in affitto per la Polizia di Stato

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Le forze dell’ordine decidono di stare al passo con i tempi abbracciando le soluzioni tecnologiche offerte dai droni.

Un bando di concorso compare sul sito della Polizia di Stato dove richiede, in base alla trasparenza della pubblica amministrazione, alle aziende interessate una serie di offerte per un comodato utile ad un periodo di sperimentazione per l’eventuale futuro utilizzo dei SAPR – Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto.

Il bando prevede un utilizzo non solo per la Polizia di Stato, ma anche per Guardia di Finanza e Carabinieri comprendendo quindi tutte le forze dell’ordine, specifica che:

I soggetti interessati  dovranno presentare una proposta di comodato finalizzato alla  sperimentazione, con allegate le specifiche tecniche dell’offerta proposta e la prescritta autocertificazione, al Ministero dell’Interno-Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Servizio Controllo del Territorio, Via Tuscolana 1548, Roma – 00184 Roma,entro e non oltre il termine perentorio delle ore 12.00 del giorno 15 settembre 2016,unicamente a mezzo di posta elettronica certificata all’indirizzo “dipps.dcacontrolloterritorio@pecps.interno.it” indicando in Oggetto: “Comodato finalizzato alla sperimentazione di apparecchi di tipo SAPR.

Nel documento allegato dove sono specificate le caratteristiche tecniche richieste, vengono evidenziate alcune peculiarità necessarie agli agenti che dovranno utilizzare i droni durante il loro servizio pubblico.

È richiesta la possibilità di leggere una targa di una automobile, anche se non viene espressamente indicata la distanza massima alla quale dovrà essere effettuata questa lettura.

Una autonomia di volo di 90 o 120 minuti, il tempo di messa in opera quindi dopo averlo estratto dalle autovetture di massimo 10 minuti. Una distanza operativa di 2 Km.

Il controllo da parte dell’operatore eseguito tramite radiocomando oppure con tablet o computer sia in modalità manuale sia in modalità automatica con indicazione del percorso da eseguire direttamente sullo schermo del PC o tablet. Il volo semplice senza assistenza del GPS.

Una telecamera che registra in formato digitale con uno zoom di almeno 30 x è la possibilità di visione notturna tramite infrarossi. Non sono richiesti particolari payload aggiuntivi.

drone-polizia

In conclusione possiamo affermare che le richieste tecniche non sono impossibili da raggiungere, rimaniamo solo titubanti sulla autonomia richiesta che è davvero notevole. Due ore di funzionamento senza ricarica allo stato attuale dell’arte non sono poche,  ma certamente sarà un obiettivo raggiungibile tra qualche tempo. Non è da escludere che possano essere prese in considerazione soluzioni alternative quali un rapido cambio di batteria eseguibile in 2/3 minuti.

Molto interessante è intelligente la richiesta di poter utilizzare per il controllo dei droni, frequenze radio alternative. Questo per svincolarsi dalla affollata banda dei 2,4 Ghz dedicata a migliaia di dispositivi disparati.Mentre la trasmissione delle immagini digitali andrebbe eseguita tramite le reti 4G.

Abbastanza elevati gli standard di sicurezza richiesti oltre al paracadute è necessario il sistema di terminazione del vol,  un recinto virtuale che in gergo viene definito geofencing e un sistema anticollisione. Anche sul sistema anticollisione nutriamo qualche dubbio attualmente funzionano benino ma non sono davvero molto precisi e in grado di restituire quella sicurezza che sarebbe auspicabile per un utilizzo come aeromobile di Stato.

Link alla comunicazione ufficiale.

 

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