Drone militare svizzero pattuglia il confine italiano contro i migranti

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Tensione alle stelle al confine italo svizzero. Dopo la decisione del governo elvetico di chiudere il transito ai migranti provenienti dal nostro Paese, che ha portato a una esplosiva tensione sociale alla stazione di Como San Giovanni, con bivacchi di centinaia di profughi, cariche della polizia e assalti ai treni diretti oltreconfine, arrivano anche i droni in volo notturno sul lago di Como.

La Confederazione non cede di un millimetro dalla sua politica di chiusura dei confini, e nei giorni scorsi il sito Flightradar 24 ha intercettato un volo misterioso di un aereo robot dell’esercito elvetico che è decollato da Lugano (Cantone Ticino) alle 22 e per due ore ha pattugliato le montagne che circondano il lago di Como alla ricerca di profughi che cercano di sconfinare usando gli antichi, e pericolosissimi, sentieri dei contrabbandieri. Il drone “ha sorvolato in notturna la Spina Verde, la zona di Maslianico arrivando fino al Bisbino a una quota di 9mila piedi, pari a circa 2.700 metri di altezza”, fa sapere il quotidiano locale  La Provincia di Como.

Il drone in questione è un ricognitore disarmato dell’Esercito Federale, un Aerospace ADS-95 Ranger Drone, un monoplano monomotore robot da quasi 300 chili e sei metri di apertura alare, con quattro ore di autonomia che può essere controllato da terra fino a 100 chilometri di distanza, abbastanza per coprire tutto il confine tra Svizzera e le provincie di Como, Sondrio e Varese.

La macchina è progettata e costruita in Svizzera, sviluppata su ordine dell’allora Aggruppamento dell’armamento (oggi armasuisse ), ha effettuato con successo il suo primo volo il 21 dicembre 1988. Può operare sia da aeroporti, con un carrello tradizionale, sia con un pattino d’atterraggio per decollare con una catapulta e atterrare su un piccolo prato. Il produttore, RUAG Aerospace, oggi SF Impresa svizzera d’aeronautica e sistemi, è attiva nel campo dei drone dal 1983. Il modello attuale, ADS 95, in servizio dal 2001, appartiene al comando droni 84 (cdo droni 84), con sede presso l’aerodromo militare di Emmen (Cantone Lucerna), che si occupa anche della selezione e dell’istruzione dei piloti di drone e degli operatori payload per la squadriglia di droni 7 (sqg drone 7).
I droni persi nel corso dell’anno sono stati  ben 13 su 28 acquistati dall’esercito svizzero. Alcuni di essi sono andati distrutti in incidenti, mentre altri non sono più stati riparati a causa dei costi elevati delle riparazioni.

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Scheda tecnica

Propulsore: 2 cilindri, 2 tempi, 45 CV
Peso a vuoto: 200 kg
Peso massimo al decollo: 275 kg
Carico utile: 40 kg
Apertura alare: 5.71 m
Lunghezza: 4.61 m
Altezza: 1.13 m
Velocità: da 90 a 220 km/h
Durata d’impiego: circa 4 ore
Raggio operativo a partire dalla stazione di controllo a terra: 100 km
Altezza in volo di ricognizione: Fino a 5500 metri sul livello del
mare; ideale tra 1000 e 3000 metri
sopra il suolo
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