Comaschi in guerra contro il drone militare svizzero: “Se non se ne va spareremo fuochi artificiali” minaccia un sindaco

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Da oltre un anno e mezzo un vecchio drone dell’Esercito svizzero pattuglia i sentieri dei contrabbandieri tra Lombardia e Canton Ticino, togliendo il sonno agli abitatni esasperati da entrambe le parti del confine. tanto che nel comasco pensano addirittura a una “contraerea” di fuochi artificiali per scacciare l’intruso.

Tiziano Citterio, il sindaco di di Maslianico, comune in provincia di Como, non ne può più del fracasso del vecchio drone militare svizzero che da mesi ormai rompe le scatole a comaschi e ticinesi pattugliando in piena notte le alpi confinali tra Svizzera e Lombardia per contrastare l’immigrazione clandestina.  «Non mi risulta che dai sentieri di Maslianico passi un fiume di migranti. Basterebbe una pattuglia a contrastare l’eventuale entrata illegale. Otterrebbe migliori risultati rispetto ai fastidiosi droni. Quello dei rumori è un problema grave in quanto sono numerosi quelli che non dormono più».

Sul piede di guerra, il sindaco lombardo sta seriamene pensando di sparare fuochi d’artificio per dar fastidio al drone svizzero. Non solo i comaschi, anche gli svizzeri sono esasperati: «Questa situazione va avanti periodicamente da circa un anno e mezzo, nella più totale noncuranza della popolazione. Mio padre è malato e questo ronzio di certo non lo aiuta a stare tranquillo. Senza parlare delle donne incinte, degli anziani e di tutti coloro che la notte hanno bisogno di riposare» si sfoga sul giornale quotidiano una signora di Castel San Pietro, cittadina nel distretto di Mendrisio.

Ci permettiamo di far notare all’Esercito Svizzero che un ricognitore dovrebbe essere silenzioso, sennò non solo i nemici, ma anche gli immigrati clandestini, fanno tempo a nascondersi e farsi gran beffe di lui. 

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