Droni: in 4 anni oltre 1 milione di autorizzazioni LAANC per la FAA

Giorni fa la FAA, la Federal Aviation Administration che corrisponde all’equivalente americano della nostrana ENAC) ha comunicato di aver raggiunto il traguardo del milione di autorizzazioni concesse per voli in spazi aerei riservati e in circostanze controllate.

Tutto merito del sistema di autorizzazione LAANC (Low Altitude Authorization and Notification Capability) attivato 4 anni fa, che copre 542 strutture per il traffico aereo e oltre 700 aeroporti, e che è utilizzato sia da piloti privati che professionisti per ottenere permessi di volo praticamente in tempo reale o fino a 90 giorni prima del loro volo.

Questo sistema automatico è evidentemente riuscito nel suo intento di diventare uno strumento altamente funzionale per mettere in collegamento, in modo semplice e veloce, la FAA, le risorse di controllo e ovviamente i piloti che richiedevano autorizzazione LAANC, dando a questi ultimi la possibilità di conoscere l’esito della loro domanda in tempi quasi istantanei, a fronte di una procedura manuale che, prima del 2018, poteva arrivare a richiedere settimane o più.

Parliamo della famosa “Part 107” del regolamento sui droni vigente negli USA, in base al quale gli operatori devono ottenere l’autorizzazione della FAA per volare in aree riservate di controllo del traffico aereo ad un’altezza uguale o inferiore a 400 piedi (in pratica i nostri “famosi” 120 metri), una procedura che dall’anno scorso integra anche la richiesta per volare di notte.

Il risultato dalla FAA negli USA dimostra come, al netto delle inevitabili aree di miglioramento presenti in ogni normativa, una efficace integrazione dei droni nello spazio aereo passa anche per strumenti validi ed efficienti messi a disposizione dei piloti.

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