Droni italiani pronti a partire per la Libia

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Anche i Predator della base di Amendola, insieme agli aeroplani della portaerei Garibaldi e dei caccia dell’Aeronautica schierati nelle basi di Trapani, Gioia del Colle e Sigonella, daranno appoggio aereo alla spedizione di 200 paracadutisti della Folgore e 100 medici e infermieri militari italiani che daranno supporto medico/militare alla Libia, dove la situazione sanitaria sta precipitando a causa sei violenti scontri con i miliziani dell’ISIS a Misurata, terza città del paese sul Golfo della Sirte.

L’intervento è stato chiesto il 9 agosto scorso al nostro governo da Fayez al-Sarraj, primo ministro del Governo di Accordo Nazionale della Libia, formatosi in seguito all’accordo di pace del 17 dicembre 2015. “I militari del Governo di accordo nazionale stanno combattendo il terrorismo anche per noi, non possiamo girarci dall’altra parte. Li abbiamo curati in Italia, abbiamo inviato medicinali, li sosterremo anche in Libia” ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti, presentando alle Camere i piani del governo per l’intervento militare. L’operazione è dunque umanitaria, anche se si svolge in un teatro di guerra civile. L‘ospedale italiano sarò formato nella  base dell’accademia aerea di Misurata, bunker già occupato dalle forze speciali americane, britanniche e italiane. Al momento i droni militari italiani sono disarmati e possono fare solo missioni di ricognizione e ricerca, ma presto la situazione potrebbe cambiare, gli USA hanno già dato l’ok di massima per fornire missili ai nostri Predator.

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