DJI rinnova tutta la gamma: arrivano Phantom 4 Pro e Inspire 2. Prezzi da 1.700 a 3.400 euro

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Una ventata di novità in casa DJI: in un colpo solo il gigante cinese rinnova tutta la gamma con il Phantom 4 pro, destinato agli amatori evoluti, e l’Inspire 2, destinato ai professionisti. Le novità più importanti riguardano l’evitamento degli ostacoli, la sicurezza, il software di volo e la qualità delle camere di bordo. Mai tanta potenza si era vista su macchine di questa classe.

Il successo del Mavic Pro ha preso in contropiede DJI, che si trova in un ormai imbarazzante ritardo nelle consegne. Ma soprattutto, il nuovo oggetto dei desideri rischia seriamente di cannibalizzare la serie Phantom, che resta invenduta e consente di fare ottimi affari a chi lo vuole comperare, ormai è facile trovare Phantom 3 e 4 a prezzi di saldo. Per rilanciare i suoi droni prosumer e professionali, DJI rinnova profondamente il parco macchine, con il lancio del nuovissimo Phantom 4 Pro destinato agli amatori evoluti e il quadricottero professionale Inspire 2, dedicato invece agli operatori professionali.

Phantom 4 Pro: più intelligente e con una camera migliore

schermata-2016-11-15-alle-21-17-16Insieme al Mavic, il Phantom 4 Pro è già destinato a diventare un bestseller. Molte e importanti le novità rispetto al Phantom 4 “normale”. Innanzitutto l’evitamento degli ostacoli: ora non permette solo di evitare persone e cose che si trovano davanti al quadricottero ma anche quelle che stanno dietro e ai lati: insomma, una protezione a 360° che rende più facile e più sicuro il volo del drone. Le camere consentono di rilevare ostacoli fino a 30 metri di distanza (98 piedi) anche in ambienti complessi, indoor e outdoor. Al punto che il P4 Pro può infilarsi direttamente dentro a un portone, senza pericolo di sbattere da qualche parte.
Quando si attiva la funzione di return to home
, il drone riconosce il punto dove sta atterrando ed evita automaticamente di posarsi per esempio nell’acqua o su un terreno non adatto. Impressionanti le prestazioni, che fanno del P4 il Phantom più veloce di sempre: in Sport Mode arriva a 72 km/h, mentre con l’evitamento degli ostacoli attivo la velocità è limitata a 50 km/h, che è sempre un bel viaggiare. Migliorata anche l’autonomia, ora è di 30 minuti. Naturalmente dipende da quanto si pesta sull’acceleratore.
Se per qualche motivo si interrompe il segnale, entro un minuto il drone torna all’ultimo punto dove c’era una buona copertura e aspetta i comandi. Se non arrivano torna a casa, evitando gli ostacoli nel suo percorso.

Addio telefonino, con la nuova radio
schermata-2016-11-15-alle-21-20-14La cosa che ci piace di più del Phantom 4 Pro plus è che finalmente la radio ha un suo display (purtroppo appunto solo sul Phantom 4 Pro Plus, che costa 300 euro in più rispetto al modello base) ad alta luminosità, che permette di non dipendere dallo schermo del cellulare: non so se capita anche a voi, ma a me ogni volta che piloto qualcuno mi telefona. Sempre. Il link radio avviene a 2,4 o 5,8 GHz, selezionati automaticamente a seconda della qualità del segnale, e la nuova radio ha al suo interno sia il GPS che la bussola, oltre alle porte HDMI e microSD.

Pilotalo a ditate
DJI porta a un livello mai visto prima anche la facilità di volo del Phantom 4 Pro: con Draw Mode, per dire al drone di andare in una certa zona basta segnare la rotta sul display e lui ci va: una specie di ibrido tra le rotte GPS da precaricare dopo averle disegnate sullo smartphone o sul tablet e il pilotaggio manuale. Molto più facile da usare l’Active Track, cioè la funzione per far riprendere al drone una persona o una bici che si muove. Ora il software riconosce da solo soggetti come persone, bici eccetera e le segue tenendole sempre a fuoco al centro dell’inquadratura, con diverse possibilità di movimento durante l’inseguimento.

Immagini mai così nitide
schermata-2016-11-15-alle-21-17-28Non che ormai il defunto drone GoPro possa più essere una minaccia per DJI, ma nel caso il gigante cinese attacca anche sul fronte delle immagini. La telecamera di bordo ora ha un sensore da 2 pollici e 20 megapixel, con 12 stop di dynamic range per catturare il massimo dei dettagli anche con poca luce. L’otturatore meccanico riduce di molto un difetto tipico dei droni prosumer, cioè le immagini poco definite quando la camera si muove velocemente, dovute al classico otturatore rotante. La funzione rallentatore permette di riprendere 60 frame al secondo in 4K, con un bitrate massimo di 100 mbps.

Cosa cambia rispetto al Phantom 4

Phantom 4 Pro Phantom 4
Autonomia 30min 28min
Raggio d’azione 7 km 5 km
Risoluzione video 4 k 4k
Risoluzione foto 20Mpx 12,4Mpx
Sensori 30m, 360° 15 m, solo davanti
Velocità 20 m/s 20 m/s
live view 720p 720p
Peso 1388 g 1380 g

Con l’arrivo del Phantom 4 Pro, il prezzo di listino del Phantom 4 è sceso di 200 euro sullo store ufficiale DJI, ed ora costa 1399 euro.

DJI Inspire 2

Inspire 2 è il drone che porta le riprese aeree ad un nuovo elevatissimo livello, dopo che il suo papà Inspire 1 aveva, due anni fa, fissato standard qualitativi altissimi nello stesso settore, integrando trasmissione video in HD, gimbal in grado di ruotare a 360 gradi e una camera 4K, il tutto controllato in modo estremamente semplice via app.  L’Inspire 2 raccoglie questa importante eredità e la migliora. Innanzitutto più potenza, con la doppia batteria che offre garanzie e performance elevatissime, con velocità di punta di 94 km/h, accelerazione da 0 a 80 km/h in soli 5 secondi e capacità di funzionamento anche a basse temperature. E poi c’è il nuovo sistema di registrazione, in grado di arrivare fino a 5.2K, oltre al visual tracking, l’obstacle avoiding e altre funzioni di volo perfezionate con la tecnologia del Mavic. Un vero gioiello per chi fa delle riprese aeree il suo mestiere.

Per maggiori informazioni vi invitiamo a leggere l’articolo completo sull’Inspire 2, con l’analisi delle caratteristiche e il prezzo.
► Scheda completa: DJI INSPIRE 2

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