Quale sarebbe sulla Terra un posto adatto a testare i droni che verranno in futuro impiegati su Marte? La NASA non sembra avere dubbi e ha scelto la Sicilia, e per la precisione l’Etna, come luogo in cui effettuare le prove di pilotaggio remoto dei droni e dei rover che potrebbero essere in seguito impiegati sul “pianeta rosso”.
L’area sulla quale svetta imponente il vulcano siciliano, infatti, offre secondo gli esperti della Nasa uno scenario simile alla geologia marziana, con la quale i droni (e gli astronauti che li piloteranno in remoto) dovranno cimentarsi nelle missioni reali. Del resto queste simulazioni rientrano nei progetti di tipo “Mars Analog” per i quali l’azienda Skypersonic ha firmato un contratto quinquennale nel 2021 con la Nasa.
La presentazione del progetto, che ha a capo l’ingegnere siracusano e cittadino americano Giuseppe Santangelo (CEO di Skypersonic) è avvenuta nella struttura di Serra La Nave dell’osservatorio Astrofisico di Catania di Ragalna. La sperimentazione prevede che un team di ingegneri italiani validi la tecnologia di simulazione spaziale marziana, mentre i piloti astronauti americani pilotano dagli USA, quindi a migliaia di chilometri di distanza, il drone e il rover per operazioni di esplorazione e raccolta di campioni sul campo.
Come riporta gds.it, Giuseppe Santangelo ha spiegato che “Il team Skypersonic sta già effettuando alcune prove sperimentali sull’Etna per testare il pilotaggio a distanze transoceaniche in real-time. Alcuni droni Skycopter voleranno sull’Etna dove lo scenario è simile alla geologia marziana e verranno pilotati direttamente dagli USA in real-time”. Inoltre, ha aggiunto “La tecnologia di volo pilotato a grandissime distanze apre scenari importanti anche per l’uso ispettivo terrestre, Skypersonic ha infatti già effettuato con successo ispezioni in aree industriali indoor in Sicilia pilotate direttamente dagli Usa”.




