Incidenti tra droni e aerei, paranoia pericolosa: l’ennesimo falso allarme ha causato due feriti

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I droni non hanno mai fatto male a nessuno su un aereo, la paura ingiustificata dei droni sì. Questa è la triste realtà: pochi giorni fa un aereo canadese con passeggeri a bordo ha fatto una manovra estrema e pericolosissima, ufficialmente per evitare un drone. Una virata secca che ha creato scompiglio e contusioni alle persone a bordo e ha messo sotto stress la struttura dell’aeroplano. Peccato che l’inchiesta che ne è se seguita ha messo in evidenza che non c’era nessunissimo drone. Solo paura, che ha rischiato di creare una catastrofe senza alcuna necessità.

Che succede se un drone sbatte contro il finestrino di un aeroplano? Niente.

Che succede se un drone sbatte contro il finestrino di un aeroplano? Niente.

Inutile adesso addossare le colpe al pilota del Porter in volo tra Ottawa e Toronto: ha creduto di vedere un drone, e visto il clima di paranoia che c’è attorno a un eventuale, improbabile e mai verificato incidente tra aerei e droni ha fatto quello che ha ritenuto giusto fare per salvaguardare la vita dei passeggeri. Con una manovra estrema e violenta ha fatto cadere a terra due assistenti di volo causando loro ferite fortunatamente lievi, terrorizzando i passeggeri e stressando la struttura dell’aeroplano. L’avvistamento sospetto è avvenuto a 9 mila piedi di quota, circa 3 mila metri, quota davvero inusuale per un drone, a 55 km dall’aeroporto Billy Bishop.

Il cannoe con cui sono stati sparati i droni contro parti di un aereo commerciale per vedere che succede. Il drone si disintegra, l'aere se ne accorge a malapena.

Il cannone con cui sono stati sparati i droni contro parti di un aereo commerciale per vedere che succede. Il drone si disintegra, l’aere se ne accorge a malapena.

Che succede se un drone sbatte contro l'ala o i timoni di un aeroplano? Coriandoli per il drone, vernice graffiata o alla peggio un gibollo per l'aeroplano

Che succede se un drone sbatte contro l’ala o i timoni di un aeroplano? Coriandoli per il drone, vernice graffiata o alla peggio un gibollo per l’aeroplano

Esattamente come era successo per il sacchetto di plastica portato dal vento e scambiato per un drone dai piloti di un jet della British Airways, anche nel caso canadese la commissione di inchiesta ha stabilito che non c’è nessuna possibilità che si sia trattato di un drone. Secondo il portavoce della sicurezza aerea canadese (TSB, Transport Safety Board) Chris Krepski “La descrizione e le dimensioni dell’oggetto visto dall’equipaggio del volo 204 non corrispondono con alcun drone commerciale o consumer. Inoltre la posizione è incompatibile con le prestazioni di qualsiasi drone conosciuto”. Insomma, i piloti hanno preso fischi per fiaschi e hanno messo loro a repentaglio la sicurezza del volo. Un errore umano scusabilissimo e in perfetta buona fede, la colpa non è del pilota ma di chi continua a soffiare sul fuoco paventando rischi che di fatto non esistono: non solo non si è mai verificato nulla del genere, ma anche se si dovesse verificare non ci sarebbero grossi problemi, come dimostrano le prime evidenze scientifiche. In un video diffuso dalla CNN, si è visto che sia le simulazioni al computer che gli esperimenti fatti sparando con un cannone droni commerciali contro aeroplani danno sempre lo stesso risultato: il drone si disintegra, all’aereo di scrosta la vernice o alla peggio si fa un gibollo, mentre finestrini e motori sopportano tranquillamente diversi polli congelati da quattro chili sparati a 900 km/h, ossa comprese, che sono ben più duri e pesanti dei droni commerciali.

Che succede se un drone finisce nel motore di un aeroplano? Drone arrosto e conto salato per il suo sciagurato pilota visto che il motore potrebbe dover essere revisionato.

Che succede se un drone finisce nel motore di un aeroplano? Drone arrosto e conto salato per il suo sciagurato pilota visto che il motore potrebbe dover essere revisionato.

In attesa che la scienza dia risultati definitivi, e gli aerei oltre che certificati per resistere alle anatre lo siano anche per resistere ai Phantom,  auspichiamo che presso i piloti venga fatta una corretta informazione su cosa sono i droni, come distinguerli dai sacchetti di plastica, dove è possibile incontrarli o dove è più facile che siano le renne di Babbo natale a incrociare la rotta E come affrontare, nel caso, una vera emergenza, senza mandare le hostess a gambe per aria e fare i top gun con aerei nati per fare tutt’altro. Perché i droni non uccidono, la paranoia potrebbe uccidere eccome.

 

 

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