Il suo drone è un catorcio, ma Google insiste con il delivery. Almeno a parole

0

Dopo aver tagliato per ragioni di bilancio la collaborazione con Starbucks, con i droni che portano il caffé agli avventori, Aplhabet ci ripensa. Tanto ormai il suo drone si è declassato da macchina socialmente utile che avrebbe dovuto portare medicinali e posta urgente ai farmer isolati nel centro dell’Australia a fattorino con le ali, quindi tanto vale provare ad arrotondare con le mance.

A quanto riporta il Wall Street Journal, Google non molla e sogna un “marketplace volante” dove per sei dollari i droni targati Alphabet porteranno porta a porta bevande e pacchetti. Il guaio vero è che Google non è ancora riuscita a fare un drone decente. Prototipi ne ha fatto tanti (ci vengono in mente Auk, Bauk, Super Bauk, Chickadee e forse ce ne sfugge qualcuno) ma senza mai ottenere qualcosa di davvero affidabile. I problemi principali stanno nell’evitamento degli ostacoli, specie gli alberi, che come sa benissimo Charlie Brown e il suo albero mangiaquiloni sono da sempre i nemici naturali degli aeromodellisti. Ma ci sono anche problemi di affidabilità e spegnimenti in volo, un segno del sempre più preoccupante ritardo tecnologico dell’industria statunitense rispetto a quella asiatica nel settore.

Anche l’ultimo prototipo, segretissimo, che per chi l’ha visto “assomiglia a un catamarano” con ala fissa da un metro e mezzo, timoni e due rotori, pare essere abbastanza un catorcio: secondo una fonte citata dal quotidiano americano, “tende ad andarsene per i fatti suoi, finisce negli alberi, cade e perde potenza“. A noi ricorda qualcuno, a te no?

Insomma, dal 2015 che ha cominciato a entrare nel mondo del droni, il cammino di Google sembra alquanto un calvario. Quindi non è per nulla detto che vedremo per davvero i droni Aplhabet portare bibite o qualunque altra cosa in giro per gli USA. A noi sembra più una sparata marketing per zittire i tanti (noi compresi) che vedono aria di sbaraccamento attorno al progetto droni di Google, specialmente dopo che il capo, David Vos, è scappato a gambe levate. Ma la fonte del New York Times smentisce seccamente e dichiara che Google è “convinta senza riserve” a impegnarsi con il drone. Alberi permettendo.

1253 visite


Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: