USA: Galera per il primo americano arrestato da un drone

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I guai per Rodney Brossart, ranchero del Nord Dakota, sono cominciati nel 2011, quando sei vacche di un vicino si sono messe a pascolare nella sua proprietà. Il cowboy del Dakota ha pensato bene di tenersele. Il vicino l’ha denunciato per furto di bestiame, cosa per cui nel vecchio west si finiva impiccati al primo albero. E in puro stile da film western Brossart ha resistito 16 ore all’arresto barricato nel ranch, armato fino ai denti insieme ai figli. Per evitare guai peggiori, le teste di cuoio della polizia americana hanno chiesto aiuto all’aviazione, che ha mandato un drone militare Predator per scoprire dove esattamente fossero Brossart e figli.

Grazie alle immagini all’infrarosso del drone, gli agenti sono riusciti a neutralizzarlo in modo (relativamente) incruento, usando un teaser, il terribile bastone elettrico che causa convulsioni e impedisce di difendersi. L’avvocato del ranchero, Bruce Quick, ha cercato di sostenere in tribunale che l’uso del drone da parte della polizia fosse illegale, e ha accusato gli agenti di ricorrere a tecniche da guerriglia per un caso in fondo minore, il presunto furto di sei vacche, oltretutto senza un mandato o l’approvazione del giudice. Ma il magistrato che ha condotto il processo sul caso, Joel Medd, ha sentenziato che “non c’è stato uso improprio di un aereo senza equipaggio” e che l’uso del drone “non assume alcuna rilevanza nel procedimento penale”. così il sanguigno cowboy si è beccato tre anni di galera e mille dollari di multa per aver terrorizzato la polizia. I figli, che hanno patteggiato, se la sono cavata con un anno di libertà vigilata. 

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