Brevetti per droni: Parrot finisce in tribunale

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La legge americana sui brevetti finisce spesso per fare pasticci, famoso è il caso di Apple che ha brevettato la forma rettangolare dei telefonini o Amazon che ha brevettato il carrello dell’eCommerce. Stavolta a farne le spese è Parrot, trascinata in tribunale da una azienda taiwanese,  Drone Technologies Inc, che sostiene di avere il brevetto per controllare un drone attraverso gli accelerometri e i magnetometri degli smartphone. 

Il succo della faccenda è che, secondo i taiwanesi, sono loro i depositari dei brevetti che consentono al Parrot di seguire i movimenti dello smartphone, brevetti che sarebbero stati depositati a Taipei già nel 2009, e chiedono a un tribunale di Pittsburgh di impedire a Parrot di continuare a usare questa tecnologia e di versare una cospicua somma come risarcimento danni. Secondo l’avvocato dei taiwanesi, Parrot è stata avvisata già nel 2012 dell’esistenza dei brevetti, tanto che nel marzo 2013 Apple ha rimosso dal suo store la app che fa volare il Parrot. Sempre secondo i taiwanesi, Parrot avrebbe cercato di aggirare il brevetto riscrivendo la app, ma in seguito alle lamentele degli utenti sarebbe tornata alla versione precedente, infrangendo così il brevetto asiatico.

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