Il legale risponde: che succede se il consulente sbaglia la documentazione di un SAPR?

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L’avvocato Francesco Paolo Ballirano risponde ai dubbi dei lettori. Oggi ci occupiamo del quesito di un lettore che di mestiere fa il poliziotto e si chiede se può usare come prova in tribunale le riprese fatte con il suo drone.
Ricordiamo che solo gli associati possono porre le loro questioni al legale, e le domande di interesse generale verranno pubblicate.
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Recentemente ho chiesto l’intervento di un’Organizzazione di Consulenza riconosciuta da ENAC  per il riconoscimento del mio drone in area non critica. Sono stati redatti i manuali e prima che mi venissero consegnati il professionista li ha inviati all’ENAC per l’ottenimento del riconoscimento. Purtroppo il manuale di volo conteneva diversi errori macroscopici. Vorrei sapere chi è responsabile di quello che è scritto nei manuali, se l’operatore o il consulente che li ha redatti. Supponendo in futuro di voler apportare alcune modifiche al manuale di volo oppure a quello della manutenzione, potrò agire autonomamente oppure dovrò sempre chiedere l’intervento di un consulente riconosciuto ENAC?

Le organizzazioni consulenti sono organizzazioni riconosciute dall’ENAC che hanno la capacità di condurre accertamenti per supportare il richiedente nella dimostrazione di rispondenza al Regolamento e possono fornire i loro servizi nell’ambito delle abilitazioni che sono state riconosciute dall’ENAC. La definizione appena data, pur contenuta nella bozza delle Linee Guida dell’8 luglio 2014, mai entrate in vigore e da ritenersi superate dalle successive modifiche del Regolamento, riesce a chiarire il ruolo di tali organizzazioni e la loro funzione di supporto ad alto contenuto tecnico e professionale. Usufruire dei servizi dell’organizzazione consulente non è obbligatorio ma, piuttosto, rappresenta una semplice facoltà rimessa alla scelta dell’operatore, dato che, ai sensi dell’art. 11 del Regolamento “l’operatore può avvalersi di organizzazioni riconosciute dall’ENAC”.

Nulla vieta dunque all’operatore di affrontare l’iter di riconoscimento da solo, anche se ciò potrebbe comportare maggiori difficoltà nella redazione della documentazione e la conoscenza di nozioni tecniche che a volte sono difficili da acquisire in breve tempo. Ad ogni modo, avvalersi di un’organizzazione di consulenza, impone comunque all’operatore di conoscere ed utilizzare tutti i documenti forniti, dato che, come noto, verranno utilizzati in ogni singola operazione specializzata. 

Quanto alla Sua specifica situazione, è auspicabile che abbia sottoscritto un contratto dove vengano indicati i servizi svolti/da svolgersi in Suo favore dall’organizzazione riconosciuta. Ebbene, se così fosse, potrebbe richiedere all’organizzazione di modificare i documenti già in Suo possesso e che Lei ritiene inadatti allo svolgimento delle Sue attività, o in alternativa, farsi consegnare l’intera documentazione in formato editabile, nel caso in cui Lei voglia/possa modificarne o aggiornare alcuni punti.

In ogni caso, se fosse dimostrata l’effettiva scarsa diligenza o imperizia dell’organizzazione, questa  sarebbe inadempiente rispetto al contratto sottoscritto ed eventualmente responsabile degli eventuali danni da Lei subiti a causa degli errori contenuti nei manuali forniti. In generale, la responsabilità del consulente si configura quando il suo inadempimento (ossia la violazione degli obblighi di diligenza e perizia) abbia determinato un danno certo ed effettivo, connesso ad un comportamento doloso o colposo a lui riconducibile (Cfr., tra le tante, Cass. Sentenza n. 9917 del 26 aprile 2010).

In questo caso si dovrà dimostrare l’esistenza e i termini dell’incarico, che la prestazione non sia stata svolta secondo la diligenza professionale richiesta e, infine, che vi sia un collegamento tra il danno subito e la condotta poco diligente del professionista nelle attività di consulenza prestate.

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