La comunità americana dei droni teme la deregulation di Trump

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Paese che vai, lamentele che trovi. In Italia per lo più ci lagnamo di avere troppe regole, e non solo sui droni. Negli USA le grandi associazioni di professionisti degli UAV, i nostri SAPR, invece temono le deregulation per i droni civili voluta da Trump e chiedono a gran voce un regolamento.

L’intento di Trump è quello di potare le regole e la burocrazia che negli USA come in Italia soffocano specialmente le piccole e medie imprese. Una politica che ha le sue ragioni, ma nello specifico dei droni rischia di diventare un boomerang devastante. Almeno, questo è i parere delle grandi associazioni americane per i droni civili, la Commercial Drone Alliance (CDA, che rappresenta compagnie del calibro di Google) e la Small UAV Coalition, che sia pure con toni leggermente diversi hanno entrambe scritto a Trump per sensibilizzarlo sul fatto che in realtà un nuovo regolamento per i droni, avviato dall’amministrazione Obama ma fermata dal nuovo presidente, dovrebbe essere considerata come una deregulation e non come nuove regole oppressive.

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Gretchen West, direttore della Commercial Drone Alliance

“Sicuramente ci sono regole che la gente preferirebbe non avere nell’industria dell’aviazione” spiega Gretchen West, la giovane direttrice esecutiva della CDA. “Ma il nostro caso è più unico che raro, la nostra non è un’industria che opera da decenni ma un settore del tutto nuovo, e per poter decollare le regole ci servono, serve un segnale che le cose stanno partendo per davvero”. Con il suo solito stile tranchant, Trump taglia corto e dice che “ogni volta che un ministero mi propone delle regole, ne taglio altre due”.

Sotto la scure presidenziale sono ovviamente finiti i droni, che non portano molti voti a dire il vero. La novità che tutta l’industria americana dei droni stava aspettando con ansia era la possibilità, aperta da Obama, di consentire ai droni commerciali di volare sopra le persone non direttamente coinvolte nelle operazioni, una cosa molto simile alle nostre Operazioni Specializzate Critiche, che da noi si possono fare se autorizzati ma negli USA ancora sono proibite (persone, beninteso, non assembramenti: quelli saranno sempre vietati dappertutto, USA e Italia compresi, a meno di improbabili ripensamenti in un futuro più o meno lontano). E a causa dell’allergia di Trump ai regolamenti si allontana anche l’ipotesi dell’integrazione nel regolamento FAA (l’ENAC americana) che avrebbe dovuto permettere ai doni il volo BLOS, fuori quindi dal raggio visuale del pilota, entro la fine dell’anno. Un’altra cosa che in Italia è molto teoricamente permessa, e negli USA esplicitamente proibita.

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