Anche i droni sulle tracce dell’evaso dal carcere di Frosinone

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Droni e carceri, nuova puntata. Questa volta, però, i velivoli non si guadagnano le copertine dei giornali per via dell’uso creativo che ne hanno fatto i reclusi (come quando dei detenuti usarono un drone per far arrivare droga in carcere), ma al contrario recitano la parte dei buoni, come attori di spicco nella caccia all’uomo scattata per Alessandro Menditti, evaso dal carcere di Frosinone nella notte tra venerdì e sabato.

Menditti, 44enne esponente della camorra e più precisamente della famiglia chiamata “Macellai”, era stato condannato per associazione mafiosa ed estorsione a una pena di sette anni e mezzo, che avrebbe finito di scontare nel 2020, ma è riuscito ad interrompere la sua pena, sfruttando la carenza di personale e il sovraffollamento del carcere di Frosinone, elementi denunciati tempo fa anche dal sindacato Fns Cisl Lazio.

Per pura coincidenza, i droni erano stati testati dalla Polizia di Stato aveva giorni prima dell’accaduto, e proprio nel frosinate. Ora, dopo aver dimostrato la loro grande utilità nelle operazioni di ricerca e soccorso di persone in caso di disastro naturale (vedi ad esempio il terremoto di Amatrice), offriranno un contributo importante alla ricerca del fuggitivo, ispezionando dall’alto i casolari e gli altri possibili rifugi disseminati nelle campagne delle province di Frosinone, Latina e Caserta, concentrandosi in particolare nella zona di Recale (provincia di Caserta), paese di origine dell’evaso.

Video: la Polizia di Stato testa i droni a Frosinone

Partita la sperimentazione operativa per l’utilizzo dei droni da parte delle forze di polizia. In questo video un posto di controllo congiunto di Polizia e Carabinieri nella provincia di Frosinone, provincia pilota per la sperimentazione di questi velivoli che verranno testati anche in altri contesti di controllo e ordine pubblico. #essercisempre

Pubblicato da Polizia di Stato su Lunedì 20 marzo 2017

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