Il legale risponde: “Come posso ottenere un patentino internazionale per il mio drone?”

immagine di drone lawL’avvocato Francesco Paolo Ballirano risponde ai dubbi dei lettori. Oggi ci occupiamo del quesito di un lettore che ci domanda:
“Buongiorno avvocato, per lavoro mi trovo spesso all’estero in diverse nazioni, come posso ottenere un patentino internazionale per pilotare il mio drone in tutto il mondo?”
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Con la definitiva validità ed applicabilità della normativa europea sui droni, è ormai possibile poter volare in tutti i territori degli Stati Membri dell’Unione Europea e gli stati altri stati aderenti all’EASA (segnatamente: Islanda, Liechtenstein, Svizzera, Norvegia).
Gli operatori di droni, infatti, dovranno registrarsi una sola volta nel loro paese e le abilitazioni ricevute saranno valide in tutti gli Stati aderenti all’EASA, sebbene ogni paese potrebbe avere ancora il controllo di alcuni aspetti del regolamento, ad esempio le zone con limitazioni al volo o completamente interdette.

Diverso discorso, tuttavia, se a far volare il drone in Europa è un operatore extra UE o, viceversa, se un operatore europeo vorrà far volare il drone al di fuori del territorio dell’Unione Europea.

Allo stato attuale non esiste un patentino internazionale per il pilotaggio di droni. Ogni paese ha i propri regolamenti e spesso dipende dal paese in cui si vorrà far volare il drone e dalla legislazione (più o meno sviluppata) in materia. Molti stati, soprattutto quelli più sviluppati, hanno delle normative piuttosto simili a quelle europee, quindi l’eventuale processo di autorizzazione/certificazione non dovrebbe risultare totalmente nuovo agli operatori più esperti.

Operatori extra UE

Un operatore extra UE che prevede di pilotare un drone in Europa, dovrà registrarsi come operatore di droni presso un’autorità dell’aviazione civile dell’EASA. Come noto, la registrazione diventerà automaticamente valida per il resto degli stati membri dell’EASA.

Ovviamente, oltre la registrazione per pilotare effettivamente il drone, sarà necessario superare l’esame online del certificato di pilota di droni europeo e ottenere un certificato di competenza di pilota remoto. L’EASA ha pubblicato una pagina internet che rimanda alle autorità dell’aviazione civile di ogni Stato membro per poter acquisire maggiori informazioni sulle specifiche attività richieste (link https://www.easa.europa.eu/en/domains/civil-drones/naa)

Operatori europei al di fuori dell’UE

Un operatore che ha intenzione di utilizzare un drone al di fuori di luogo non appartenente agli Stati membri dell’EASA, deve seguire la legislazione nazionale in vigore per far volare i droni.

Come si diceva, gli Stati con un sistema di droni ben regolamentato, molti degli aspetti generali (registrazione, codice identificativo, formazione ed esame dei piloti, dove volare o non volare, ecc.) saranno concettualmente molto simili a quelli vigenti negli Stati membri dell’EASA. Basti fare l’esempio del Regno Unito e degli Stati Uniti.

Nel Regno Unito le norme per pilotare un drone sono estremamente simili a quelle UE, questo perché prima della Brexit il Regno Unito stava uniformando il suo regolamento a quello EASA.
Negli Stati Uniti è necessario conseguire un patentino per poter volare a scopo ricreativo, quindi non per lavoro o attività professionale.
L’Attestato è il Certificato TRUST, ovvero The Recreational UAS Safety Test.
Ottenerlo è estremamente semplice.
Sul sito basta seguire la procedura e leggere le varie sezioni, completando i vari quiz. Sul sito sono poi elencate e spiegate in maniera molto chiara tutte le norme che è necessario seguire per volare in sicurezza e a norma in America.

 

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