FAA, stop alla registrazione obbligatoria dei droni amatoriali

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Sin dal 2015, la Federal Aviation Administration aveva imposto anche agli utilizzatori amatoriali dei droni, ovvero gli hobbysti e gli aeromodellisti, la registrazione obbligatoria dei droni di un peso superiore ai 250 grammi.

Tal registrazione, da eseguirsi su un portale appositamente creato dalla FAA avrebbe dovuto consentire una più rapida individuazione del proprietario del drone che avesse commesso infrazioni e allo stesso tempo avrebbe dato agli stessi utilizzatori hobbysti, una responsabilità maggiore sul loro “giocattolo volante.”

Ma il sistema si può battere, sconfitta legale della FAA sulla questione registrazione obbligatoria droni hobbystici

Lo ha dimostrato un aeromodellista di nome John Taylor, che nel gennaio 2016, ha intentato un causa contro la FAA e che qualche giorno addietro ha prodotto come risultato una sentenza del tribunale federale di Washington DC che ritiene che i droni non commerciali non debbano essere registrati. Mentre per quelli commerciali l’obbligo rimane.

La corte di Washington, analizzando i fatti, ha portato allo scoperto una anomalia o meglio un riferimento ben preciso a una legge del congresso del 2012 denominata “FAA Modernization and Reform Act”, che vietava all’agenzia di promulgare leggi che limitino l’utilizzo dei droni amatoriali / hobbystici.

Una vittoria contrastata, anche l’industria dei droni è favorevole alla registrazione

Oltre all’ovvio parere contrario delle Federal Aviation Administration, che valuterà se procedere con un ricorso o tentare di farsi approvare dal congresso una chiarificazione su questo controverso punto; ci sono reazioni quanto meno inattese anche dal portavoce DJI.
“L’approccio innovativo della FAA per la registrazione del drone era molto ragionevole e la registrazione prevedeva la responsabilità e l’istruzione ai piloti di drone” ha affermato in un email diretta a Recode, il capo della politica aziendale Brendan Schulman di DJI Innovation – “Mi aspetto che la questione legale che ostacoli questo programma si affrontata da un lavoro di cooperazione tra l’industria e i responsabili politici”.

Oltre alla questione legale c’è anche quella economica.

La stessa FAA ha precedentemente annunciato che sono stati circa 100.000 i proprietari di droni hobbystici a procedere con la registrazione,. Procedimento che seppur gratuito per i primi mesi, è diventato a pagamento con un tassa minima di 5 dollari.
Che ne sarà quindi di quel mezzo milione di dollari, sarà forse previsto anche un rimborso?

fonte recode

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