Il futuro regolamento EASA per i droni: un primo esame legale

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Di Francesco Paolo Ballirano, avvocato esperto in diritto aeronautico e membro del Comitato Scientifico di Dronezine

Il 5 maggio 2017 l’EASA ha pubblicato la NPA (Notice of Proposed Amendment) n. 2017-05 che fornisce maggiori dettagli sul quadro normativo europeo relativo agli aeromobili a pilotaggio remoto che entrerà in vigore nei prossimi anni. In particolare, la proposta ha ad oggetto i droni rientranti nella categoria “open” e “specific“, due delle tre classificazioni che l’EASA aveva creato sin dal 2015.

È ormai noto che negli ultimi anni lo sviluppo dei droni con un MTOM di meno di 25 kg è stato estremamente veloce e ha “stravolto” il mondo dell’aviazione tradizionale. È altrettanto noto che a livello europeo, il Regolamento (CE) n. 216/2008 (c.d. Regolamento Basico), che introduce regole comuni per l’aviazione civile in Europa, ha ad oggetto solo i droni con un MTOM superiore ai 150 kg e che al di sotto di tale peso massimo al decollo vi è competenza esclusiva degli Stati membri dell’UE.

Tale “vuoto normativo” ha fatto si che gli Stati membri dell’UE hanno adottato e applicato nel tempo norme nazionali che non sono armonizzate tra di loro.

Di conseguenza, il nuovo Regolamento Basico, attualmente in discussione tra il Consiglio, La Commissione europea e il Parlamento europeo, conterrà disposizioni che disciplinano tutti i droni e definisce i requisiti essenziali per garantire il loro utilizzo in sicurezza.

I requisiti previsti nel nuovo Regolamento Basico saranno poi completati da Regolamenti applicativi della Commissione. In tale contesto, la NPA 2017-05 propone un progetto di Regolamento esecutivo della Commissione per la categoria a “open” e “specific”. Il Regolamento non introduce normative specifiche per la categoria “certified” e per le operazioni indoor. 

Nel merito, la proposta rappresenta lo sforzo dell’EASA di sintetizzare in un unico corpo normativo le principali novità ed esigenze del mercato (lo spazio aereo, la privacy, la questione, annosa e mai risolta, degli aeromodelli). Ciò nonostante, è difficile dare un giudizio completo ed esaustivo sulla proposta. Sia perchè essa comprende solo una parte delle categorie oggetto di regolamentazione, sia perchè è potenzialmente soggetta a modifiche.

La proposta di Regolamento non andrà a modificare il Regolamento Basico di futura emissione, ma, piuttosto, è da considerarsi come una normativa di completamento (tali sono i Regolamenti di esecuzione, la cui NPA ne rappresenta una prima bozza). Quello che appare chiaro è l’approccio “proporzionale” tenuto dall’EASA nella redazione delle regole di futura emissione, che consentirà agli Stati membri dell’UE (e quindi per l’Italia, di riflesso, all’ENAC) di avere ancora qualche margine di autonomia, più che altro operativa (aeromodelli, zone vietate al sorvolo etc.). Al di fuori di tali margini, gli Stati membri dovranno adattarsi ed applicare pedissequamente sia il futuro Regolamento Basico che i rispettivi Regolamenti di esecuzione, sotto pena di declaratoria di illegittimità di ogni atto contrario alla futura normativa europea, stante la preminenza del diritto europeo su quello nazionale.

Gli obiettivi

L’obiettivo NPA è quello di i) assicurare un quadro normativo relativo alle operazioni e quindi proporzionato ai rischi delle operazioni condotte con i droni nella categoria open e specific; ii) garantire un livello elevato ed uniforme di sicurezza per i droni; iii) di promuovere lo sviluppo del mercato droni; e iv) di contribuire a migliorare la privacy, la protezione dei dati e la sicurezza.

Flessibilità

Per affrontare la forte richiesta di flessibilità fatta da alcuni Stati membri, è stato introdotta la possibilità, per ciascun Stato membro, di circoscrivere alcune zone o aree di spazio aereo in cui le operazioni sono proibite o limitate anche per motivi di sicurezza o privacy, che devono essere comunicate attraverso format e modalità stabilite dall’EASA per garantirne a livello europeo, una diffusione efficace.

Privacy

Tutti gli operatori devono registrare il proprio drone ad esclusione di quelli che operano un drone con un peso massimo al decollo inferiore ai 250 g. La bozza del Regolamento ha introdotto inoltre una nuova categoria intermedia, quella dei droni con peso massimo al decollo superiore ai 900 g che devono essere necessariamente registrati. Oltre a ciò, è necessaria l’identificazione elettronica per i droni dotati di sensore audio o fotocamera da più di 5 megapixel (MP) e un collegamento in tempo reale di trasmissione video o qualsiasi altro tipo di sensore in grado di registrare dati personali. Il drone deve essere dotato di funzione geofencing, quando l’autorità dello Stato membro ove si effettuano le operazioni lo abbia ritenuto opportuno o nel caso in cui il drone abbia un peso superiore ai 900g.

Aeromodelli

La proposta ha previsto requisiti specifici per attività di volo ricreative condotte da aeroclub o associazioni aeromodellistiche, permettendo alle autorità competenti degli Stati membri di emettere specifiche disposizioni derogatorie alla normativa di futura emissione. Infatti, secondo quanto previsto dalla proposta, gli Stati membri possono stabilire norme diverse e meno stringenti per gli aeromodelli.

Gli operatori extracomunitari

La proposta prevede anche un’apposita sezione dedicata agli operatori provenienti dagli stati terzi, da intendersi come stati extracomunitari. Tali operatori devono rispettare il regolamento proposto, ad eccezione di alcuni certificati (come ad esempio, il certificato del pilota remoto o dell’operatore) che può essere ritenuto valido dall’EASA quando risulta provato che il paese terzo nel quale è stata rilasciata la certificazione ha adottato regole tecniche in grado di garantire un livello di sicurezza equivalente a quello garantito dal futuro Regolamento. È prevista, infine, la possibilità che tali certificati possano essere accettati mediante accordi internazionali tra l’UE e un paese terzo.

Spazio aereo

Nella proposta viene affrontato anche il tema, attualissimo, del c.d. “U-Space”, da intendersi come un insieme di nuovi servizi di traffico aereo per supportare lo sviluppo dei droni che volano a basse altitudini, specialmente in centri abitati (ad es. Registrazione, identificazione elettronica, geofencing, approvazione di volo, monitoraggio, ecc.)

la marcatura CE

La proposta pubblicata dall’EASA ha inoltre l’obiettivo di armonizzare la futura normativa relativa ai droni con quella relativa alla standardizzazione per la circolazione e la commercializzazione dei prodotti, prevista dalla decisione n. 768/2008/CE e dal  Regolamento (CE) n. 765/2008, ponendo l’accento sulla responsabilità dell’azienda che rende il prodotto disponibile sul mercato, la conformità dei prodotti ai requisiti applicabili e le procedure di valutazione della conformità; la notifica e le prescrizioni applicabili agli organismi di valutazione che eseguono la valutazione della conformità ed, infine i requisiti di sorveglianza del mercato che descrivono ad esempio come un drone può essere ritirato dal mercato.

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