FireDrone: il Drone resistente al calore aiuta i pompieri in situazioni estreme

Nel corso degli anni abbiamo più volte sottolineato le grandi potenzialità dei droni nelle operazioni legate all’attività di prevenzioni degli incendi e di spegnimento delle fiamme. Se finora però era soprattutto la loro capacità di monitoraggio da un punto di vista privilegiato a fare la differenza, soprattutto per migliorare la consapevolezza situazionale dei professionisti impiegati negli interventi sul campo, negli ultimi giorni abbiamo invece potuto scoprire un drone super innovativo che promette di offrire ai vigili del fuoco un contributo ancora più significativo.

Un team di ricerca costituito da specialisti dell’EMPA (il Laboratorio federale svizzero di prova dei materiali e di ricerca) e dell’Imperial College London sta infatti lavorando allo sviluppo di un drone super resistente al calore, studiato per monitorare da vicino le situazioni di pericolo durante incendi sia in edifici che foreste. Il suo scopo principale è fornire informazioni che aiutino i vigili del fuoco a elaborare strategie operative più sicure prima di lanciarsi nell’area pericolosa.

Mirko Kovac, ricercatore dell’EMPA e dell’Imperial College London, spiega infatti che le temperature all’interno di edifici in fiamme possono superare i mille gradi Celsius, un ambiente estremo nel quale ogni secondo può mettere in serio pericolo la sopravvivenza dei vigili del fuoco, per i quali è letteralmente di vitale importanza sapere cosa li aspetta all’interno dell’area in fiamme.

Un drone in grado di resistere a temperature del genere può invece avventurarsi tra le fiamme e fare la differenza tra la vita e la morte sia delle squadre di intervento che di eventuali persone rimaste intrappolate nello stabile. Allo stato attuale, però, i droni operano solo a distanza di sicurezza dalle fiamme, in quanto il calore estremo generato dal fuoco potrebbe causare il surriscaldamento dei componenti elettronici del velivolo.

Ed è qui che entra in gioco il progetto “FireDrone” (qui il link alla presentazione sul sito dell’EMPA), un drone “corazzato” in cui i motori, le batterie, i sensori e l’elettronica sono protetti da uno strato di materiale isolante, composto da aerogel di poliammide e silice rinforzato con fibre di vetro. Questo materiale, utilizzato anche dalla NASA nell’isolamento delle tute spaziali degli astronauti, è in grado di resistere alle alte temperature pur essendo molto leggero.

In questo modo il drone, debitamente equipaggiato con telecamere e sensori di CO2, può offrire un supporto cruciale in caso di incendi, fornendo informazioni preliminari sulle fonti di calore, sulle potenziali situazioni di pericolo e sulla eventuale presenza di persone intrappolate.

La struttura e la forma del drone si ispirano ad animali che utilizzano strati di grasso, pelo o altri materiali termoregolatori per sopravvivere in ambienti estremi, come pinguini e volpi artiche. E infatti lo speciale rivestimento protettivo di FireDrone lo rende potenzialmente altrettanto capace di resistere anche alle temperature molto rigide come quelle tipiche di regioni polari e ghiacciai, aumentando ulteriormente la varietà missioni di soccorso in cui potrebbe rivelarsi molto utile.

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