Siamo così abituati a pensare ai droni come a dei quadricotteri che volano sulle nostre teste, che alcuni di noi potrebbero restare sorpresi e persino storcere il naso se messi fronte al fatto che tecnicamente esistono anche i droni marini, che nuotano sopra o sotto il pelo dell’acqua, e persino quelli terrestri, che si spostano sulla terraferma muovendosi su dei cingoli oppure, su delle ruote o su delle zampe come fanno i cani robot.
Per fortuna a mettere tutti d’accordo è arrivato un innovativo prototipo sviluppato dal Caltech (California Institute of Technology), chiamato M4 (sigla che sta per Multi-Modal Mobility Morphobot), che è in grado di riconfigurare il proprio corpo per ottenere otto distinti tipi di movimento, incluso rotolare sulla terra, come una piccola automobile, alzarsi in posizione eretta e persino volare!
M4, che merita davvero di essere considerato un drone “transformer” per via della sua capacità di mutare assetto, è stato anche testato all’aperto all’interno del campus del Caltech, confermando la sua grande abilità nel valutare autonomamente l’ambiente da affrontare per scegliere la combinazione di movimenti più efficace ed efficiente per spostarsi.
La sua capacità di trasformazione, unita all’intelligenza artificiale, gli permette infatti di scegliere di volta in volta quale forma di locomozione sarà più efficace in base al terreno davanti a lui. Giusto per fare un esempio, se si trovasse ad esplorare un ambiente non familiare, potrebbe scegliere di iniziare rotolando su quattro ruote, che è la sua modalità più efficiente in termini di consumo di energia, ma alla vista di un ostacolo delle dimensioni di un masso potrebbe ripensarci e decidere invece di alzarsi su due ruote, per avere una visione più completa del terreno davanti. Se però scorgesse lungo il cammino un burrone o un altro ostacolo tecnicamente insuperabile per un robot che si sposta sulle ruote, allora potrebbe ri-configurare le sue ruote in rotori, volare oltre il burrone verso l’altro lato, e infine riprendere a rotolare.
E infatti il segreto principale di M4 è la sua capacità di utilizzare le sue appendici come ruote, gambe o propulsori a seconda delle sue necessità di spostamento. Quando M4 ha bisogno di alzarsi su due ruote, due delle sue quattro ruote si piegano e le loro eliche integrate girano verso l’alto, fornendo equilibrio al robot. Quando M4 ha bisogno di volare, invece, sono tutte e quattro le ruote a ripiegarsi, e i propulsori sollevano il robot dal terreno.
Come in tanti altri casi di droni super innovativi, anche il design di M4 è stato fortemente influenzato dalla natura: il team di ricercatori che si sono occupati del suo sviluppo ha infatti spiegato di essere stato ispirato dal modo in cui gli uccelli chukar (un tipo di pernice) usano il battito delle loro ali per sollevarsi mentre corrono su ripidi pendii, ad esempio, o da quello in cui i leoni marini usano le loro pinne per diversi tipi di locomozione in mare e sulla terra.



