“I droni salvano vite”: lo riportiamo spesso anche qui su Dronezine (questo uno dei tanti articoli che potete leggere in proposito). Al di là dell’importanza (enorme) di ogni singolo caso, però, nei giorni scorsi è venuta fuori una notizia altrettanto significativa, e cioè che questi salvataggi, di cui DJI tiene traccia dal 2017 sull’apposito sito “Drone Rescue Map”, hanno superato la quota delle 1000 persone salvate.
Da notare che sul sito, dove chiunque può segnalare un episodio in cui un drone ha salvato la vita ad un essere umano, vengono però approvati e pubblicati solo i casi in cui il drone ha svolto un ruolo determinante nel salvataggio, cioè deve aver individuato, assistito e/o salvato direttamente una persona in pericolo, mentre non vengono conteggiati e inseriti sulla mappa gli incidenti in cui un drone è stato utilizzato solo come parte di un processo di ricerca più ampio. Questo per dire che, se le persone realmente salvate dai droni sono oltre 1000, è naturale dedurre che, statisticamente, quelle che i droni hanno “solo” contribuito in parte a salvare sono moltissime di più.
“I droni sono strumenti essenziali per salvare vite umane per operatori di ricerca e soccorso in tutto il mondo, ed è incoraggiante vedere come i civili con i droni si offrano spesso volontari per aiutare in situazioni di emergenza critiche” ha dichiarato Christina Zhang, Direttrice Senior della Direzione Strategica di DJI. “Dai tempi in cui abbiamo iniziato a compilare le statistiche sui salvataggi con i droni nel 2017, ci siamo imposti il compito di condividere con il mondo l’importanza della tecnologia dei droni per gli uomini e le donne che rischiano la vita per salvare persone da gravi danni.”
Grazie alla loro grande versatilità e velocità di intervento in situazioni in cui le ricerche via terra sono rese difficili dall’impraticabilità del terreno o dalla sua conformazione, nel corso degli ultimi anni i droni hanno dato grandi prove di sé nelle operazioni di ricerca e soccorso in casi che hanno coinvolto persone disperse, vittime di disastri ambientali, etc, e sono velocemente diventati degli strumenti tenuti in grande considerazione dalle squadre di intervento in tutto il mondo, siano esse delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, della protezione civile o di entità equivalenti.
Tra i tanti casi registrati negli anni da DJI, uno dei più insoliti ha visto coinvolto un uomo, rimasto bloccato nella neve in una zona remota dell’Oregon dove non era disponibile la ricezione telefonica, così ha pensato di attaccare il suo telefono al drone e lo ha lanciato in aria per inviare un messaggio di SOS. I soccorritori lo hanno trovato insieme ad altre due persone e li hanno portati in salvo.
Uno degli esempi più recenti riguarda invece due escursionisti nello Stato di New York che si sono persi con il calare della notte e non sono riusciti a indicare ai soccorritori la loro posizione a causa della batteria scarica del loro telefono cellulare. Però l’unità UAS dell’Ufficio dello Sceriffo è riuscita a trovarli con l’aiuto di un drone dotato di una telecamera termica.
“Siamo grati che i droni civili abbiano salvato così tante persone in tutto il mondo” ha dichiarato Adam Welsh, Responsabile Globale della Politica di DJI. “Chiediamo al pubblico e altre parti interessate della società a diffondere la parola su come i droni possano davvero aiutare e che limitare l’accesso delle agenzie di soccorso a questa tecnologia, per mancanza di finanziamenti o per altre ragioni, mette a rischio vite umane.




