Trump riceve l’industria americana dei droni civili. Grande assente, DJI

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Domani Il presidente americano domani riceverà alla Casa Bianca i rappresentanti dell’industria dei droni civili a stelle e strisce, per parlare di regolamenti e di come far crescere il comparto. Però gli Usa hanno perso tutti i produttori di piccoli droni, da 3DRobotics al disastroso fallimento di Lily. E a quanto pare, DJI non è stata invitata

Un incontro nato male, a metà: è sicuramente positivo che l’inguaiato presidente in odore di impeachment incontri la filiera statunitense dei droni, ma l’incontro rischia di nascere monco visto che gli Stati Uniti non hanno più una significativa produzione di droni, il mercato è saldamente nelle mani dei cinesi di DJI che non risulta tra gli invitati alla Casa Bianca, anche se non è chiaro se alla fine non ci rientrerà dalla finestra con un invito all’ultimo istante.

In compenso ci sarà PecisionHawk, che usa proprio i droni cinesi per i suoi sofisticati servizi di integrazione dei droni nei processi di business intelligence, e i droni DJI sono anche il piatto forte dell’offerta di AirMap, anch’essa invitata all’incontro, che fornisce al produttore asiatico i dati per il geofencing che tiene Phantom e compagni lontano dagli aeroporti americani. Altri invitati al tavolo presidenziale sono Kespry, che in effetti droni li produce ed è una compagnia basata in California specializzata nell’acquisizione di dati nel settore minerario, industriale e assicurativo. E conoscendo Trump non potevano mancare i cowboy di Airspace, che i droni li abbattono e offrono sistemi antidrone per applicazioni covili, come la protezione di stadi sportivi e manifestazioni.

Insomma, una manciata di industrie, tutte americane, che più che altro a nostro avviso dimostra l’estrema fragiltà dell’industria statunitense dei droni civili: con quelli militari gli americani sono probabilmente i più forti al mondo, anche se devono vedersela con i cinesi, ma in quelli civili mettono insieme giusto pochi protagonisti abbastanza di serie B, se consideriamo le dimensioni dell’industria a stelle e strisce.

Trump è ostinatamente focalizzato sull’industria americana e sui posti di lavoro americani, ma non invitare i giganti asiatici, come pare scorrendo la (cortissima) lista degli invitati è un autogol: di fatto negli USA come in tutto il resto del mondo senza i cinesi non esiste nemmeno una filiera dei droni, teneri fuori dalla porta rischia di rendere inutile l’incontro.

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