L’industria americana dei droni chiede a Trump più regole

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In Italia ci lamentiamo di avere troppe regole, in America i droni rischiano di estinguersi perché ne hanno troppo poche. Ecco cosa è successo all’incontro alla Casa Bianca tra l’inguaiato presidente e l’ancor più inguaiata filiera americana dei droni

“Il fatto che la Casa Bianca abbia sottolineato che i droni siano una tecnologia chiave che guiderà l’innovazione nel futuro è fentastico” ha detto Michael Chasen, il capo di PrecisionHawk, “ma l’industria dei droni è una delle poche che hanno bisogno di maggior regolamentazione, non meno“. In effetti, negli USA l’industria dei robot volanti teme come la peste la cura da cavallo a base di deregulation che il presidente intende applicare per rilanciare l’economia e il lavoro negli Stati Uniti. Anzi, Trump è talmente centrato sull’industria americana che non solo voleva fare muro (in senso letterale) contro il Messico, ma non ha neppure invitato all’incontro i giganti asiatici che forniscono la stragrande maggioranza dei droni alle industrie e agli appassionati americani. Che se dovessero rinunciare a DJI per affidarsi al karma di GoPro, unico drone americano che tenta di farsi strada nel monopolio DJI, staremmo freschi.

La mancanza di regole di fatto impedisce alle industrie americane di sviluppare servizi avanzati con i droni. Caso da manuale, il delivery con droni di Amazon, totalmente illegale negli USA perché mancano le regole per affrontare il volo automatico fuori dalla vista del pilota, cosa che paradossalmente sarebbe invece legale in Italia, anche se nessuno l’ha mai fatto per davvero anche perché non esiste nessuna scuola dove prendere la licenza di pilota remoto (licenza, non attestato, per quello di scuole ce ne sono un sacco) che abiliterebbe a volare per lunghe distanze in BLOS. E così Amazon per fare le sue prove ha dovuto andare in Inghilterra.

Durante il meeting, la FAA (l’ENAC americana) è stata duramente criticata per la lentezza e la mancanza di flessibilità nel delineare le politiche per i droni, a cominciare dal “je accuse” di Greg McNeal di AirMap, produttore di sistemi di geofencing: “Abbiamo chiesto perché auto senza conducente da una tonnellata e mezza possano girare per le città americane accanto a centinaia di pedoni, mentre un drone da un chilo e mezzo non possa volare se c’è gente nei dintorni. FAA segue un approccio vecchio, derivato dall’aviazione generale, che richiede un permesso per fare qualunque cosa”.

 

 

 

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