Ultimatum di Amazon alla FAA: “O cambi le regole per i droni, o ce ne andiamo”

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L’insofferenza dell’industria americana degli aerei senza pilota nei confronti della FAA, l’ENAC americana, sta diventando una vera guerra. Amazon, da tempo impegnata in un programma di ricerca per spedire con i droni gli acquisti a casa dei clienti, Prime Air, esaurita la pazienza e la diplomazia passa alle minacce, molto esplicite e per nulla velate: in una lettera alla FAA il vicepresidente di Amazon, Paul Misener, scrive “Se non ci date presto la possibilità di fare esperimenti all’aperto negli Stati Uniti” scrive il gigante dell’eCommerce, “non avremo altra scelta che portare all’estero i nostri centri di ricerca sui droni”.

Una minaccia da non prendere sottogamba, l’America teme seriamente che le eccessivamente rigide regole FAA possano farle perdere il treno del business dei droni. Tanto che l’Authority aeronautica è stata “invitata” a presentarsi venerdì prossimo in una audizione parlamentare presso la commissione trasporti, proprio per chiarire come le regole FAA possano minare la competitività americana nel settore.
Amazon peraltro sta già sperimentando in Inghilterra, Paese più amichevole per i velivoli senza pilota (la legislazione britannica assomiglia più alla nostra che a quella statunitense).

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