Scelta innovativa, quella dello Stato di Washington, che con una nuova legge ha dato il via libera all’utilizzo di droni dotati di sistemi per spruzzare vernice, una capacità che verrà impiegata nel campo della manutenzione urbana e più specificamente all’interno dell’incessante battaglia contro il vandalismo artistico.
In sostanza le capacità di spray che già rendono mezzi incredibili i droni in agricoltura, verranno ora re-incanalate per coprire le innumerevoli scritte vandaliche che si moltiplicano nei centri urbani.
Il progetto prenderà il volo all’insegna della Legge HB 1989, firmata dal Governatore Jay Inslee, che entrerà in vigore all’inizio di giugno. Il Dipartimento dei Trasporti dello Stato di Washington (WSDOT), potrà quindi impiegare degli UAV per riverniciare le aree pubbliche, in particolare le sezioni autostradali che collegano Seattle a Tacoma, attualmente deturpate da graffiti.
La strategia non solo contempla la “sperimentazione in campo della tecnologia di droni che spruzzano per una più efficiente copertura dei graffiti esistenti” ma mira anche a dissuadere ed eventualmente sanzionare i futuri graffitisti. Ciò comporterà lo “sviluppo e la sperimentazione di sistemi capaci di identificare le persone che danneggiano la proprietà con graffiti” grazie all’osservazione dall’alto da parte degli UAV.
Il promotore della legge, il rappresentante Andrew Barkis, ha condiviso con la stazione radiofonica KIRO il suo punto di vista: “Due persone potranno semplicemente sedersi nel camion, manovrare il drone e coprire i graffiti. Così facendo, potremo intervenire velocemente ed in maniera più economica.”. D’altra parte, già in precedenza Barkis aveva espresso il suo disappunto verso il fenomeno, dichiarando che “L’esplosione di graffiti nel nostro Stato è diventata una preoccupazione seria che richiede una risposta immediata e completa. Questo progetto di legge riflette la frustrazione dei cittadini dello Stato di Washington per i graffiti che imbrattano le nostre strade e trasmette un messaggio chiaro: basta.”
Pugno duro contro graffiti e graffitari, insomma, ma l’uso dei droni per riverniciare i muri e i pilastri non rappresenta una soluzione definitiva al problema, una sfida che solo negli ultimi due anni è costata all’Amministrazione circa 1,4 milioni di dollari. Non solo, perché l’introduzione dei droni potrebbe persino esasperare ancora di più il clima ed aumentare la tensione, aumentando di conseguenza le proporzioni del problema del decoro urbano.
Insomma, se da un lato questi progressi tecnologici rappresentano un passo in avanti verso una gestione più efficiente e proattiva del patrimonio pubblico urbano, inaugurando un nuovo capitolo nella manutenzione delle infrastrutture statali, dall’altro sarà solo il tempo a dimostrare se il loro impiego riuscirà concretamente a migliorare la situazione.




